Abusi da preti: da Vaticano rogatoria a pm Firenze

FIRENZE – Il Vaticano ha preso in esame i diversi aspetti emersi con la vicenda di don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino accusato di abusi sessuali su minori. E per farlo ha fatto appello anche alla giustizia penale. La procura di Firenze ha infatti confermato di aver ricevuto, nel corso dell'indagine, ''richiesta di rogatoria da parte del Promotore di Giustizia presso il Tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano''. Da pochi giorni, su richiesta del pm Paolo Canessa, il gip Paola Belsito ha archiviato per prescrizione l'inchiesta su don Cantini: secondo i magistrati, gli abusi su bambini e bambine ci sono stati, ma le prove si fermano ai primi anni Novanta. Oltre che sul sacerdote – che oggi ha ottantotto anni e che dal 2008 e' stato ridotto dal Papa allo stato laicale – la procura di Firenze ha svolto accertamenti pure su quanto riferito da un quarantaquattrenne. L'uomo si presento' al pm per raccontargli di essere stato vittima, nel 1996, ''di abusi sessuali – scrive il magistrato nella richiesta di archiviazione – da parte di alcuni sacerdoti, all'interno dei locali di una parrocchia della costa livornese, tra cui diceva di aver riconosciuto il vescovo ausiliare di Firenze Claudio Maniago, notoriamente legato, per quanto riferito da numerose delle persone informate di cui sopra, a don Lelio Cantini''. Il pm spiega poi di aver ''ritenuto di non dover procedere ad ulteriori accertamenti o verifiche in quanto'' il quarantaquattrenne non ha mai presentato ''richiesta di punizione di chicchessia per gli abusi sessuali subiti''. Proprio a quella vicenda pare faccia riferimento la procura di Firenze quando aggiunge che fra gli obiettivi della rogatoria c'era quello di ''ottenere copia degli atti relativi agli accertamenti svolti'' in merito ''alle dichiarazioni rilasciate spontaneamente al pm'' con ''riferimento ad analoghi accertamenti in corso presso quell'organo di giustizia. La richiesta e' stata doverosamente accolta''. L'interessamento del Vaticano per questo aspetto della vicenda e' stato anticipato nei giorni scorsi dal Corriere Fiorentino, il dorso locale del Corriere della Sera, che ha intervistato il quarantaquattrenne. L'uomo ha raccontato di essere stato convocato a Roma, nel giugno scorso, dalla Congregazione per la dottrina della fede e di essere stato ascoltato per due ore da monsignor Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione e da padre Pedro Miguel Funes Diaz, capo ufficio della Congregazione. La nota della procura e' arrivata dopo le critiche avanzate ieri dal settimanale delle diocesi toscane 'Toscana Oggi': il pm, e' scritto sul sito della rivista, inserisce ''una vicenda che riguarda incontri di carattere omosessuale. Una vicenda che, per sua stessa ammissione, e' ininfluente ai fini dell'inchiesta. E di fatto non c'entra niente''. Come prova il pm porta ''un bonifico bancario: soldi che avrebbe avuto in cambio del silenzio. Peccato che il pm si dimentichi di dire che il Ros dei carabinieri abbia accertato che il bonifico non e' riconducibile in nessun modo a monsignor Maniago'', sul quale, conclude Toscana Oggi, presso la Congregazione della Dottrina delle Fede, ''non c'e' nessun fascicolo aperto''.

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