Scuola/ L’Accademia delle belle Arti di Roma è nel caos. Degrado, studenti in fuga e liti tra i docenti.

È caos all’Accademia delle belle arti di Roma. A rivelarlo un’inchiesta choc di un ispettore del ministero dell’Itruzione, che ora chiede il commissariamento della direzione. Studenti in fuga, degrado e liti tra docenti sono all’ordine del giorno in quella che fino a pochi anni fa era considerata un fiore all’occhiello dell’istruzione artistica italiana. Solo dieci anni fa gli studenti iscritti erano oltre 1.700. Oggi ce ne sono 500 di meno. I docenti sono 117, uno ogni 10 studenti. Alcuni di loro hanno specializzazioni improbabili. “Teoria della percezione e psicologia della forma” è solo uno dei tanti titoli stravaganti. E intanto si moltiplicano gli episodi di liti che vedono coinvolti gli insegnanti. Per non parlare dell’assoluto degrado in cui versa l’Istituto. L’edificio è malandato e gli impianti sono in una situazione pietosa.

Una situazione che dovrebbe portare ora il Ministero dell’istruzione ad agire. Una “malagestione” sarebbe infatti all’origine di tutto,  conseguenza di una legge approvata nel 1999 negli ultimi anni del governo D’Alema, cui però non è seguita nessun tipo di riforma. Così le Accademie sopravvivono immerse in un desolante deserto normativo, vittime e a volte complici della più totale anarchia legislativa.  Questi enti fanno capo a un settore del ministero dell’Istruzione che si chiama Alta formazione artistica e musicale, in gergo Afam, e sono sottoposti a un meccanismo gestionale insensato.

Due anni fa è stato nominato a presiedere l’Accademia l’ex ad della Fiat, Cesare Romiti, che appena entrato nello stabile ottocentesco a ferro di cavallo di via Ripetta si è messo le mani nei capelli. Finchè qualche mese fa, l’ ispettore del ministero si mette a spulciare tutte le carte. Le sue conclusioni sarebbero le stesse alle quali era arrivato il presidente: la governance dell’istituto non può funzionare e va radicalmente modificata. Nel rapporto, tuttora top secret, non si risparmierebbero poi le critiche alla direzione didattica. Ragion per cui l’ispettore avrebbe richiesto il commissariamento immediato della stessa direzione, ora affidata a Gerardo Lo Russo, e del consiglio accademico.

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Marco Benedetto