Torna l'incertez – Torna l'incertezza sul futuro dell'acqua di Fiuggi e al Comune pensano anche a una gestione diretta del sito industriale. La rottura con la Sangemini(il gruppo che da dieci anni gestisce l'imbottigliamento della 'Fiuggi') apre scenari tutti da definire. Dopo aver rinnovato solo pochi mese fa i contratti di gestione dello stabilimento approvando il cosiddetto Piano-Pinto 2 e aver ottenuto dalla Sangemini il pagamento dei canoni arretrati, l'altra sera il consiglio comunale, con i voti della maggioranza, ha approvato la revoca degli accordi. Sulla futura gestione dell'imbottigliamento (dove si producono 42 milioni di bottiglie l'anno), il sindaco Fabrizio Martini(lista civica che ingloba parte del Pd, Socialisti, Comunisti uniti e alcuni esponenti del Pdl) dice che bisogna muoversi con ''cautela'' ma che il Comune ''e' pronto anche a una gestione diretta''. Si rischia, pero', un contenzioso con la Sangemini dai risvolti imprevedibili. Dal gruppo umbro, per ora, preferiscono non fare commenti, ma la societa' guidata da Roberto Rizzo, secondo fonti vicine alla proprieta', e' pronta a difendersi in ogni sede se il Comune andra' avanti su questa strada. Intanto e' bagarre politica. L'opposizione non risparmia critiche all'amministrazione comunale ''per una scelta incomprensibile – dicono dal Pdl – che rischia di portare la citta' nel baratro''. Anche dal Pd arrivano frecciate al vetriolo: ''Nella delibera – attacca Francesco Garofani (Pd)- non sono stati spiegati motivi sufficienti per rescindere i contratti con Sangemini. E' una scelta incomprensibile. Se il sindaco sbaglia, stavolta deve dimettersi''.
