Nuova strage in Afganistan a pochi giorni dalle elezioni presidenziali. Almeno 21 persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite per l’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada nel distretto di Garmsir, nella provincia meridionale di Helmand.
La notizia è stata resa nota il giorno da un portavoce del ministero della Difesa che ha spiegato che la bomba è esplosa al passaggio di un trattore, cui era collegato un rimorchio a bordo del quale stavano recandosi al lavoro nei campi un gruppo di braccianti agricoli. I passeggeri del veicolo sono stati investiti in pieno dalla deflagrazione.
Intanto l’ambasciatore britannico in Afghanistan, Mark Sedwill, in un’intervista al Guardian ha affermato che almeno due terzi dei ribelli che combattono con i talebani possono essere convinti a «cambiare parte» e a schierarsi con le forze internazionali. Il diplomatico ha espresso anche un cauto ottimismo sull’esito delle elezioni presidenziali del 20 agosto. A suo giudizio circa il 70% degli elettori «potrà votare», anche nella provincia di Helmand, la più violenta del Paese. Si è anche appreso che il mullah Aziz, capo talebano nel distretto di Baghlan-e-Markazi (nord), è stato catturato nell’ambito dell’offensiva che da due giorni forze della sicurezza locali e militari della coalizione stanno conducendo contro gli insorti. Altri quattro mullah sono stati arrestati dai militari afgani nella provincia di Uruzgan.
