Afghanistan: ucciso in un attentato il vice capo dei servizi segreti

C’è anche Abdullah Langhmani, vice capo dei servizi segreti dell’Afghanistan, tra i morti provocati dall’attentato suicida di mercoledì mattina contro una moschea di Mehtar Lam, capoluogo della provincia orientale afghana di Laghman, dove un kamikaze alla guida di un’auto-bomba si è scagliato contro il luogo sacro mentre vi era in corso un funerale.

L’uccisione di Laghmani è stata annunciata da un portavoce del governatorato provinciale, Sayed Ahmad Safi, il quale ha così confermato quanto era già stato anticipato da fonti riservate della polizia locale.

Più cauto l’atteggiamento negli ambienti ufficiali a Kabul, da cui è trapelato soltanto che il numero due della Direzione Nazionale per le Informazioni sulla Sicurezza sarebbe stato “gravemente ferito”.

In tutto hanno comunque perso la vita almeno 23 persone, ha aggiunto Safi, mentre coloro che hanno subito lesioni sarebbero come minimo 36. La morte del vice capo dei servizi segreti afghani è però poi stata ribadita nel corso di una conferenza stampa anche dal governatore della provincia.

Sembra comunque che Laghmani non sia deceduto sul colpo, ma che non abbia retto alle gravissime lesioni. Uccisi inoltre altri tre pubblici ufficiali di rango elevato: il direttore del Consiglio Provinciale, il capo dell’amministrazione locale e il responsabile del dipartimento legale di quest’ultima. Nel frattempo i Talebani hanno rivendicato la strage.

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