Ai cattolici italiani non interessano i peccati di Boffo: “Ma avrebbe dovuto dimettersi prima”

La Stampa fa un’inchiesta sulle reazioni dei cattolici italiani al caso Boffo. Michele Brambilla scrive da Milano: “I cattolici che vanno a messa la domenica, la «pancia» della Chiesa se vogliamo chiamarla così, sono colpiti. Diciamo pure che sono sconcertati. Al di là delle prese di posizione ufficiali della Cei e della difesa senza se e senza ma del direttore «dimissionato», c’è un popolo che vuol sapere che cosa è successo davvero; se c’è stato un peccato, o magari anche solo un’incoerenza; e soprattutto vuol sapere se la Chiesa, anziché riconoscere e chiedere perdono, ha cercato di nascondere. Lo sconcerto lo si raccoglie sul sagrato. Grazia Sala, 50 anni, insegnante, avrebbe preferito tutt’un altro comportamento: «Boffo avrebbe dovuto dimettersi quando è stato condannato. Non mi interessa se è omosessuale oppure no, non mi interessano le voci e i pettegolezzi. Dico solo che avrebbe dovuto dimettersi per non mettere in difficoltà il suo giornale e la Chiesa. E anche i vescovi, se sapevano, dovevano intervenire. Troppo spesso danno l’impressione di coprire”.

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