TIRANA 6 MAG Sara' piu' – TIRANA, 6 MAG – Sara' piu' un duello politico fra la maggioranza di destra del premier albanese Sali Berisha e l'opposizione socialista guidata da Edi Rama che un voto per i sindaci delle municipalita' e dei comuni, quello di domenica prossima in Albania. Dopo il duro e lungo conflitto, provocato dalle elezioni del 2009 che riconfermarono Berisha al potere, ma contestate dalla sinistra, per l'opposizione e' arrivata "l'ora della rivincita". Rama, attuale sindaco della capitale, si ricandida per un quarto mandato e promette di portare il paese alle elezioni anticipate in caso di vittoria. Il premier invece rassicura i suoi che "l'8 maggio sara' la fine" per il suo avversario politico. Per due anni l'opposizione si e' battuta, chiedendo che venisse fatta luce su quanto successo nelle politiche del 2009. Ci ha provato con tutti i mezzi, senza nulla ottenere. Ha boicottato per sei mesi il parlamento, i suoi deputati hanno fatto lo sciopero della fame davanti alla sede della presidenza del Consiglio, ha partecipato a numerose manifestazioni di piazza, sfociate in scontri lo scorso 21 gennaio in cui quattro manifestanti vennero uccisi a colpi di arma da fuoco dalla Guardia Repubblicana. E questo teso clima fra le parti e' pesato anche su tutta la campagna elettorale, segnata da una serie di incidenti: dalle risse per i simboli dei partiti alle esplosioni. L'ultima avvenuta ieri, una bomba telecomandata messa sull'auto di un candidato a sindaco dell'opposizione nella zona di Kukes, nel nord-est del paese. I riflettori pero' sono tutti accesi su Tirana. La battaglia per la capitale e' diventata anche il simbolo di queste elezioni. Di fronte al leader dei socialisti Rama, dal 2000 a guida della capitale, la maggioranza ha schierato Lulezim Basha, ex ministro degli Interni, accusato dall'opposizione di essere responsabile delle vittime del 21 gennaio e considerato un delfino di Berisha. Una sconfitta di Rama provocherebbe un terremoto in seno all'opposizione, mentre una sua vittoria sarebbe un duro colpo per il premier e la sua fragile maggioranza in parlamento, per i prossimi due anni del mandato di governo. La comunita' internazionale, che ha fallito nei vari tentativi di spingere maggioranza e opposizione a dialogare, ritiene che un trasparente processo di voto potrebbe essere una buona occasione perche' il paese possa uscire dalla spirale della crisi politica. Una numerosa missione di osservatori di Odihr, ufficio dei diritti dell'Uomo dell'Osce (organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa) monitorera' il processo elettorale. Oltre 300 osservatori internazionali saranno sparsi in tutto il paese domenica prossima, mentre circa mille saranno quelli locali.