TORINO 22 MAG La faccia b – TORINO, 22 MAG – La faccia bianconera, quel minimo che resta, l'ha salvata Matri, con il gol del pareggio nel finale, che ha evitato almeno l'umiliazione della sconfitta in casa al congedo. E' una Juve tristissima, dominata per tutta la partita dal dinamismo del Napoli, che pure privo di Cavani e con Lavezzi e Hamsik per un tempo in panchina, si e' dimostrato nettamente superiore. Soltanto da Del Piero (due strepitose parate su di lui, di cui una deviazione sulla traversa di De Sanctis) sono arrivati pericoli per la squadra di Mazzarri. Il verdetto piu' feroce, la totale assenza dalle Coppe l'anno prossimo, era nell'aria. Quando la Sampdoria e' passata in vantaggio a Roma, la Juve, grottescamente, era gia' sotto con il Napoli. L'illusione e' durata un paio di minuti, perche' i giallorossi hanno pareggiato e anche quando Chiellini a inizio ripresa si e' avventato su un pallore respinto male da De Sanctis e ha fatto 1-1, la gente non ci credeva piu'. D'altronde le forze in campo erano impari: lenti, compassati e senza idee i bianconeri, rapidi, aggressivi e capaci di far circolare palla soprattutto sulle fasce gli uomini di Mazzarri che, anche senza titolari importanti, hanno mostrato di essere una squadra vera, giustamente premiata con l'accesso alla Champions League. Tristezza sugli spalti bianconeri, dove erano deboli anche i cori di dissenso nei confronti di Del Neri, quasi che rassegnazione e spossatezza si fondessero, per chi di pazienza calcistica ne ha avuta davvero tanta in queste due stagioni. Il guaio, per i tifosi bianconeri, e' che non si sa su quali basi ricostruire, perche' anche i due acquisti (costosi) che sembravano lo scorso anno preludere a una rifondazione con basi solide, cioe' Bonucci e Krasic, si sono persi nel marasma generale e sono le ombre dei giocatori promettenti che si erano presentati sui palcoscenici nazionali e internazionali. Sul fronte opposto, si e' avuta l'ennesima dimostrazione di come si ricostruisce in pochi anni, pur ripartendo dalla C. A parte i tre campioni Hamsik, Lavezzi e Cavani, il Napoli per l'immediato futuro puo' contare su gente come Maggio, Dossena, Aronica, Zuniha, Gargano, che si e' resa preziosa nell'assimilare gioco e nella continuita' di rendimento (anche atletico). Il Napoli riparte da qui e da Mazzarri, che aspetta rinforzi per la Champions, oltreche' dall'entusiasmo del pubblico: anche stasera, in una partita inutile e in trasferta, c'erano almeno duemila tifosi azzurri presenti. La Juve riparte invece da Antonio Conte: un nome che non basta, da solo, a garantire la rinascita, pur avendo lusinghiere referenze. E infatti l'ex centrocampista juventino, idolo delle curve, ha chiesto nomi pesanti, ultimo quello del cileno Sanchez, appetito da mezza Europa. Se la societa' bianconera sara' in grado di assicurare questi tipi di investimenti, il futuro puo' ricominciare. Altrimenti, sara' inesorabile declino. .
