ROMA 2 MAG La buona notizi – ROMA, 2 MAG – La buona notizia e' che Maria Sandra Mariani, l'italiana sequestrata il 2 febbraio scorso nel sud dell'Algeria dal braccio nordafricano di Al Qaida ''e' viva''. Quella cattiva e' che la morte di Osama bin Laden, ucciso in un blitz in Pakistan, rischia di rivelarsi un pericoloso boomerang per i quattro ostaggi francesi ancora nelle mani di al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi), responsabile negli ultimi anni del rapimento di numerosi occidentali nell'area desertica tra il Mali, l'Algeria il Niger e la Mauritania. Un ''business'' fruttuoso avviato nel 2009 dopo una sanguinosa stagione di attentati in Algeria. Al momento dell'uccisione del nemico numero uno degli Stati Uniti – icona del terrorismo internazionale – fonti della sicurezza del Mali coinvolte nelle indagini per la liberazione dell'ostaggio italiano hanno annunciato l'esistenza di una nuova prova in vita della donna, 53 anni, originaria della Toscana. Si tratta di un video inviato dai terroristi che la tengono prigioniera in un Paese del Sahel. Sulla sorte della Mariani era calato il silenzio dal 18 febbraio scorso quando, in piena notte, l'emittente emiratina Al Arabiya aveva mandato in onda un messaggio della donna che, in lingua francese, assicurava di stare bene e affermava di trovarsi nelle mani di al Qaida per il Maghreb islamico. L'ottimismo per la sorte della turista italiana, dipendente di un agriturismo di San Casciano, sequestrata da un commando armato nel Sahara algerino non lontano dalla frontiera con il Niger, e' stato presto smorzato dal timore di ripercussioni negative, dopo l'eliminazione di bin Laden, sulla sorte degli ostaggi francesi. Commentando l'uscita di scena dello 'sceicco del terrore' fonti del Mali vicine ai negoziati in corso per riportare a casa Pierre Legrand, Daniel Larribe, Thierry Dol e Marc Furrer hanno detto: ''e' una buona notizia per la lotta contro il terrorismo, ma e' una cattiva notizia per i negoziati per liberare gli ostaggi francesi''. ''Sara' dura. Presso la gente dell'Aqmi – ha aggiunto la fonte – ci sono persone che erano in contatto con bin Laden. Quindi, queste persone possono irrigidire le posizioni nel negoziato''. L'ultima richiesta di riscatto nota, avanzata dalle falangi del terrorismo maghrebino alla Francia risale al 21 marzo scorso ed ammonta ad ''almeno 90 milioni di euro''. All'Occidente non resta che augurarsi che – dopo lo scossone subito dalla galassia del terrorismo internazionale – il braccio armato nordafricano di Al Qaida, guidato da Abu Mussab Abdel Wadud, non ritardi le trattative per la liberazione degli ostaggi. Fondamentale e' l'alleanza con Algeria, Niger, Mauritania e Mali che, al termine del summit tenuto a Bamako, hanno annunciato l'istituzione di una task force congiunta per contrastare la penetrazione dei gruppi riconducibili ad al Qaida nella regione sahelo-sahariana.
