TORINO – ''Una classe dirigente nazionale non e' solo composta da coloro che siedono in Parlamento, ma da coloro che governano le citta', gli enti locali, le Regioni'': Piero Fassino, eletto sindaco con il 57% dei consensi al primo turno, e' convinto che il federalismo passi anche attraverso ''un nuovo rapporto tra Stato centrale e territori'' e che al centrodestra ''a cui rivolgo mille critiche, va dato atto di aver fatto prima del centrosinistra la scelta di dislocare politici di rilievo nazionale a dirigere realta' locali, decentrate''. E' questa una delle motivazioni forti con cui spiega di rinunciare al ruolo di parlamentare per dedicarsi completamente all'amministrazione della citta'. Fare il sindaco di una citta' ''non e' un ripiego – ha detto – Faro' pesare Torino nella vita politica nazionale. Mi auguro che la mia scelta sia d'esempio. Il modo per garantire che il federalismo si realizzi davvero e' cambiare il rapporto tra lo Stato centrale e i centri decisionali sul territorio''. .
