Amministrative: in Toscana prima lista con quota azzurra

CASCINA (PISA) 2 MAG Una lista rosa – CASCINA (PISA), 2 MAG – Una lista rosa con quota azzurra: 16 donne e 8 uomini, senza i quali non sarebbe stato possibile presentare la candidatura. Per la prima volta in politica, in Italia, un gruppo di donne decide di coalizzarsi e partecipare ad una competizione elettorale. Accade a Cascina, in provincia di Pisa, in occasione delle prossime amministrative. La lista civica e' stata denominata 'Donne di Cascina' ed ha come candidato sindaco Sonia Avolio. ''Per una volta saranno gli uomini a fare i riempilista'', dice divertita e soddisfatta Avolio, 47 anni, medico fisiatra. La candidata rivendica con orgoglio il fatto di aver trovato 8 uomini disposti a fare da comparse solo per permettere a lei e alle altre 15 donne di potersi proporre alle prossime consultazioni. ''Abbiamo creato un'associazione provinciale di donne che si chiama Ad majora – spiega – e puntiamo a presentarci a ogni elezione di questo territorio, provando ad acquisire, cosi' come alle prossime elezioni a Cascina, almeno un posto in consiglio comunale''. Gia' candidata a sindaco alle amministrative del 2008 a Pisa per La Destra, Avolio e' poi transitata in Fli per poi uscirne amareggiata. ''Pensavo fosse un partito di centrodestra, ma pende decisamente a sinistra e non mi piace assolutamente'', spiega sottolineando di essere ''una donna di destra''; ma all'interno della lista civica che guida a Cascina ''ci sono iscritte sia al Pd che al Pdl con alcune simpatizzanti di estrema sinistra''. Sedici donne di eta' compresa fra i 30 e i 55 anni, professioniste, dipendenti, imprenditrici, tutte unite da una visione pratica della realta' con cui dovrebbe essere amministrato un comune. ''Facciamo l'esempio delle assegnazioni dei posti all'asilo – dice Avolio – perche' una donna che lavora e' penalizzata nei confronti di una che sta a casa a badare ai figli?''. La sua analisi non dispiacerebbe a un leghista: ''Le donne musulmane non lavorano – dice – ma i loro figli hanno accesso agli asili, mentre le donne della nostra cultura lavorano tutte e devono spendere quel che guadagnano per accudire i bambini''. Parole che rimandano all'estrazione politica di destra della candidata sindaco la quale, pero', assicura di non avere l'appoggio da parte di nessun partito. Un altro aspetto affrontato e' l'assegnazione delle case popolari: ''Gli stranieri sono tra il 5 e il 10% nei nostri Comuni, ma hanno un accesso del 70%. Secondo me sarebbe meglio almeno un cinquanta e cinquanta. In piu' dovrebbero essere tenuti in particolare riguardo gli uomini single separati che dovrebbero avere punteggi ad hoc per permettere loro di trovare una sistemazione dopo essere usciti dal matrimonio viste le tante spese che devono affrontare. E parlando di abitazioni, una delle prime cose che farei se diventassi sindaco sarebbe quella di rimodulare le pari opportunita', ma anche inserire il mutuo sociale. In questa maniera non ci sarebbero azioni lucrative sull'acquisto di case''.

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