CITTA' DEL VATICANO – ''Da un primo esame del dato elettorale, sembra che la tendenza del voto cattolico sia stata quella di un ulteriore dispersione tra gli schieramenti in campo''. Radio vaticana interpella su questo aspetto Antonio Maria Baggio, politologo cattolico e Franco Miano, presidente dell'Azione cattolica. ''Penso, come pensa anche la dottrina sociale, – risponde Baggio – che devono votare i cittadini, non i cattolici. La frantumazione ha un aspetto negativo se viene meno una presenza della cultura politica ispirata ai principi della Dottrina sociale. Ma è positiva se vista in un pluralismo che si radica nella società. Il fatto è che bisognerebbe smetterla di pensare che il punto di riferimento dei cattolici debba essere un partito. In questa maniera c'è la garanzia scientifica di perdere. C'è stata un'epoca in cui questo ha funzionato ma ormai vediamo che non funziona più. Piuttosto, i punti di forza del cattolicesimo possono essere nel sociale. Ci possono essere università, riviste, centri culturali, laboratori, da lì può essere curata l'agenda della politica dei cattolici. E quando si vota, si vota da cittadini''. ''Sicuramente c'è questa tendenza. – osserva Miano – E ciò fa riflettere e pone alcune evidenti, secondo me, questioni. Condivido quanto detto molto opportunamente dal prof. Baggio, quando veniva sottolineata la necessità di non legare la presenza dei cattolici in politica esclusivamente al partito. Credo che ormai bisogna compiere come cattolici un'opera formativa che avrà esiti sul lungo periodo e non nell'immediato. Un'opera di formazione alla Dottrina sociale della Chiesa e alla molteplicità dei campi che tocca e alle sue necessarie traduzioni negli ambiti concreti della vita..''. .