UDINE – In questi giorni tanti lo hanno criticato, senza pero' essere espliciti e senza arrivare a un'accusa diretta. Renzo Tondo, presidente Pdl del Friuli Venezia Giulia, non ci ha pensato due volte. Ha preso carta e penna per dire a Silvio Berlusconi quel che pensava di una campagna elettorale, quella del Pdl, dai toni troppo esasperati. ''Considero gravemente sbagliato – ha detto senza mezzi termini – come il Pdl ha condotto la campagna elettorale, a livello nazionale bisogna assolutamente abbassare i toni''. Tondo ha riferito di aver inviato al presidente del Consiglio un documento in cui ha rimarcato le proprie idee. ''Ho mandato una comunicazione al presidente Berlusconi – ha continuato Tondo – in cui ho detto che ascolti un po' di piu' chi sta nel territorio e un po' di meno chi sta nel bunker''. Il governatore del Friuli Venezia Giulia – sostenuto da una maggioranza 'larga' formata da Pdl, Lega, Udc e Fli – non e' nuovo a scelte del genere: gia' nell'agosto del 2010, nel pieno della bufera tra il premier e Gianfranco Fini, aveva mandato un fax a Palazzo Chigi per chiedere di ''rinnovare subito il Pdl''. Ma una mossa del genere, oggi, assume un sapore diverso. Tanto che il coordinatore nazionale di Fli, il triestino Roberto Menia, ha subito rilevato che le considerazioni di Tondo ''vanno molto oltre il particolare, e marcano un segno. Iniziano ad esserci chiare prese di distanza – ha aggiunto -, i segnali che emergono all'interno del Pdl danno il quadro di una situazione in rapida evoluzione. Chi pronostica che il vaso si sta per rompere forse non sbaglia tanto''. Ironico il commento dell'europarlamentare Pd Debora Serracchiani: ''Ce n'e' voluto un po', ma alla fine ci e' arrivato anche lui – ha detto -, Tondo ha avuto bisogno della scoppola elettorale per capire che e' al seguito di un leader eccessivo e imbarazzante''.
