FIRENZE 4 MAG Il nome che avev – FIRENZE, 4 MAG – Il nome che avevano scelto, 'Spazio liberato 400 colpi', e' la citazione di un film di Truffaut. Ma non si tratta solo di un omaggio cinematografico. ''Come il protagonista – spiegano gli investigatori – facevano il diavolo a quattro. Ed erano in evoluzione: rischiavano di arrivare a forme piu' pericolose di militanza''. Intanto si 'allenavano' con sabotaggi, violenze e occupazioni. La loro attivita' e' stata bloccata stamani dalla digos di Firenze: in cinque sono finiti ai domiciliari. Secondo la procura, sono i vertici di un gruppo anarchico che gravita nell'ambiente universitario. Stamani sono scattate le misure cautelari: oltre ai cinque domiciliari, 17 obblighi di firma. Gli indagati sono 78, tutti fra i 20 e i 30 anni. La sede operativa era un locale occupato e di proprieta' dell'Universita', in centro storico a Firenze. La lista delle 'azioni' attribuite al gruppo e' lunghissima: 72 episodi fra il maggio del 2009 e il dicembre del 2010, soprattutto durante cortei universitari. Come quella volta, era il 25 novembre scorso, che venne contestato il sottosegretario Daniela Santanche', arrivata all'universita' di Firenze per un dibattito. Fuori ad attenderla trovo' un gruppo di manifestanti antifascisti: ci furono insulti e lanci di uova contro la polizia, che rispose con le cariche. Il bilancio fu di 5 studenti e un agente contusi. Oppure quando vennero bloccate le stazioni fiorentine. Successe due volte: nel novembre del 2009 due binari dello scalo di Santa Maria Novella vennero occupati per una ventina di minuti. Un anno dopo un'azione analoga a Rifredi blocco' per piu' di un'ora il traffico nazionale, compresi Freccia Rossa e Freccia Argento. Sempre secondo quanto emerso nell'inchiesta, a cui hanno contribuito i servizi segreti interni (Aisi), gli indagati avevano contatti con analoghi gruppi di Milano e fanno parte di un'associazione a delinquere finalizzata, tra l'altro, all'occupazione di edifici pubblici, ai danneggiamenti – di numerosi sportelli bancomat della citta', di sedi di partito e sindacati – imbrattamenti, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, sabotaggi, in particolare, dei sistemi di videosorveglianza cittadini. Le motivazioni ideali delle erano a 'largo spettro': dalle proteste contro la riforma universitaria all'anticapitalismo alle battaglie contro il nucleare. Dopo gli arresti, in mattinata un gruppo di anarchici ha improvvisato un presidio davanti a una sede della questura e, nel pomeriggio, davanti alla prefettura. Il timore degli inquirenti per una possibile 'evoluzione' della gravita' delle azioni del gruppo si basa pure su un'intercettazione in cui due indagati spiegano che ''le scuole'' medie e superiori ''sono un luogo buono per il prelievo dei militanti, perche' c'e' gente che comincia ad avere l'esigenza di esprimere la propria opinione, di far parte di qualcosa in modo un pochino piu' attivo''. Nell'ordinanza, il gip annota che ''il gruppo tende a distinguersi dagli altri gruppi anarchici e da altre formazioni'' cittadine ''rispetto ai quali emergono contrasti e accuse di eccessiva morbidezza e mancanza di iniziativa''. Nelle perquisizioni sono stati trovati striscioni contro i militari – ma gli investigatori hanno spiegato che ''non ci sono legami'' con l'attentato alla caserma a Livorno del mese scorso in cui rimase ferito un para' – mazze e una bozza di stencil, quelli usati per i graffiti. C'era una silhouette del sindaco Matteo Renzi e la scritta: ''Il mostro di Firenze''.