ROMA – Carie e problemi dentali esistevano fin dagli albori del mondo, e non solo per gli uomini. Lo dimostra il fossile di un rettile, il Labidosaurus hamatus, che e’ la prima prova conosciuta di un’infezione dentale, risalente a ben 275 milioni di anni fa. Il fossile, passato ai raggi X, ha rivelato i segni di un ascesso, come spiega lo studio pubblicato nella rivista ‘Naturwissenschaften’. Questi animali sono stati tra i primi ad avere solo una serie di denti, anziche’ sostituirli continuamente. L’adattamento a una dieta vegetariana li ha pero’ resi piu’ suscettibili, cosi’ come gli uomini, a carie e perdita dei denti. Tale ritrovamento rappresenta la prova dell’infezione piu’ vecchia, finora nota, in un vertebrato terrestre. Il L. hamatus e’ stato uno dei primi rettili completamente terrestri, che con l’evoluzione da una vita acquatica a una terrestre ha cambiato dieta. Per milioni di anni, i suoi predecessori hanno avuto denti che venivano sostituiti continuamente. Negli animali invece in cui i denti non cambiavano, le infezioni orali batteriche peggioravano. ”Il nostro sistema umano – ipotizzano gli studiosi – con due serie di denti nell’arco della vita, anche se e’ stato vantaggioso per l’occlusione dentale precisa e l’estensione orale, ci ha reso piu’ soggetti alle infezioni rispetto agli altri antenati che avevano un ciclo di sostituzione continua dei denti”.