MILANO 18 APR ''Se riesci a co – MILANO, 18 APR – ''Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti e a tener duro quando in te non resta altro tranne la volonta' che dice loro: 'Tieni duro!'': e deve compiere uno sforzo titanico l'Inter se vuole rimanere a galla e – per farlo – deve accogliere l'intensa esortazione di Rudyard Kipling rivolta al figlio nella poesia 'Se'. Pessima annata ma si puo' salvare almeno in parte la vendemmia con la forza dell'agonismo, dell'esperienza e del talento. Domani partita di andata della semifinale di Tim Cup contro la Roma all'Olimpico. Rientrano i figliol prodighi Thiago Motta e Maicon ma resta a casa Samuel Eto'o per una distorsione alla caviglia sinistra rimediata nella partita contro il Parma. Un infortunio (passato sotto silenzio) che pesa anche se e' comprensibile che il giocatore avverta una profonda stanchezza dopo essere stato uomo gol, trascinatore e pilastro di questa squadra adesso in declino. Nessuno cerca di minimizzare la situazione: con molta onesta' intellettuale e un robusto realismo, Massimo Moratti fa la sua analisi in maniera essenziale e scarna. ''Stiamo attraversando un momento di caduta – spiega – dovuto alla stanchezza sia fisica che mentale''. ''Credo – aggiunge – che Leonardo abbia fatto uno sforzo fantastico fino al derby con il Milan nel quale ci si aspettava il massimo. Invece, il grave errore e' stato quello di mandare i giocatori con le nazionali dalle quali sono tornati convinti di essere ancora in piena forma, invece erano molto stanchi. Da li' e' iniziato questo periodo nel quale l'allenatore cerca di fare quello che deve fare e lui lo fa bene. Naturalmente non e' facilissimo frenare questa situazione, ma speriamo che da questo momento si possa riprendere a fare le cose bene. Avremmo bisogno di una bella settimana di riposo, invece non e' possibile perche' abbiamo delle partite da giocare martedi' e poi ancora sabato''. Moratti non dice niente su Mourinho con il quale – al momento – ''non c'e' nulla''. La trasferta nella capitale e' per tutti un po' l'ultima spiaggia: una nuova sconfitta farebbe precipitare il morale di un gruppo provato che non ce la fa a riemergere dalla palude in cui e' stato risucchiato. I perni attorno al quale l'Inter ruotava sono venuti meno, almeno guardando le ultime opache prestazione: Cambiasso, Sneijder (un po' nervosetto), Zanetti con il fiatone, Maicon poco propenso a correre, Thiago Motta doveva essere l'atout ma si e' perso nel grigiore collettivo del centrocampo. Continua a darci dentro con caparbieta' Nagatomo, un po' meno Kharjia. Pazzini mostra i limiti di un attaccante che ha bisogno di una spalla per poter brillare di luce propria. Milito desta un sentimento di malinconia soprattutto quando sbaglia gol fatti. Un'ombra rispetto al goleador che ha acceso Madrid il 22 maggio. La Roma e' reduce dalla sconfitta con il Palermo e anche i giallorossi sono a caccia di un pronto riscatto. Giocare all'Olimpico non e' facile per nessuna squadra. L'Inter deve prendere l'abbrivio per navigare finalmente in acque meno insidiose. ''Non e' facile – sono le parole di Stankovic – abbiamo dato tantissimo per recuperare, per rincorrere da gennaio fino a due settimane fa. Abbiamo fatto un miracolo e prima o poi lo paghi, peccato che questo momento sia arrivato nel periodo piu' bello della stagione. Il calcio e' cosi': in queste situazioni c'e' la stanchezza fisica e soprattutto quella mentale, devi lavorare tanto su te stesso, cercare di ricordare i momenti positivi ed andare avanti, senza buttarti giu'. Ã difficile, ma possiamo farlo''. .