Giro d’Italia: sullo Zoncolan risorge Nibali

MONTE ZONCOLAN (UDINE), 21 MAG – Crostis o non Crostis, e’ stata comunque festa sullo Zoncolan. Lo stadio naturale della vetta d’Europa, con l’entusiasmo dei centomila tifosi attenuano le polemiche ma non le spengono. Un tripudio indescrivibile, anche se rovinato da un violento temporale con grandine proprio all’arrivo. Un entusiasmo che si ripete da anni, e che riappacifica con il ciclismo, quello vero. La festa conclude pero’ una giornata quasi grottesca. Ieri la decisione, imposta dalla giuria e dall’Uci, di cancellare il Monte Crostis ha sollevato un vespaio di polemiche, accuse, sospetti. Un annullamento non per ragioni di sicurezza, ma per garantire la regolarita’ sportiva della tappa di oggi. Per la direzione di corsa si e’ trattata di una decisione ”immotivata”. Tuttavia, il retropensiero vero ha a che fare con lotte di potere e l’egemonia dei grandi team. E dopo lo choc di ieri oggi la corsa ha sfiorato la farsa. Prima del traguardo volante di Villa Santina, a trascinare ancor piu’ nel caos la gara, prima l’annuncio della direzione di corsa che il Tualis non sarebbe stato considerato come Gran premio della montagna. Poi, ad appena una cinquantina di chilometri dallo Zoncolan, la comunicazione addirittura della cancellazione del tratto da Tualis a Ravascletto (che dai 210 km iniziali, e dai 190 con la cancellazione del Crostis, ha ridotto ulteriormente il percorso ad appena 172 km). Un cambiamento improvviso dovuto alle minacce di un blocco della tappa da parte dei tifosi arrabbiati, tanto che e’ dovuta intervenire anche la polizia. Infine c’e’ stata la manovra spericolata dell’ ammiraglia della Saxo Bank, che nella strettoia dell’ultima salita ha preceduto anche la macchina della direzione di corsa. Non solo, ma a causa dei cambiamenti di percorso qualche corridore ha perfino rischiato di sbagliare strada. E sul podio la rabbia e’ esplosa con i fischi ad Alberto Contador. Insomma, tantissima confusione con un incrocio di accuse e veleni. A salvarsi, in una giornata poco edificante dal punto di vista del ciclismo e dello sport, la bella tappa di Vincenzo Nibali, che – benche’ penalizzato dalla cancellazione del Crostis, essendo una dei migliori discesisti – su una salita che conosce perfettamente ha lottato lo stesso alla pari con la maglia rosa, finendo terzo a soli 7 secondi da Contador. In classifica adesso il messinese e’ secondo a 3’20”. Sale lo spagnolo Igor Anton, primo straniero a domare lo Zoncolan, dopo la doppietta di Simoni e la vittoria dello scorso anno di Basso. Un bravo comunque anche a Michele Scarponi, che ha lottato come un leone fino alla fine (si e’ piazzato quarto a 1’11” da Anton). Dietro di lui un ritrovato Menchov e un sempre piu’ sorprendente Gadret. Tutto si e’ deciso come al solito negli ultimi chilometri. Ad animare una tappa piuttosto noiosa, dopo i primi fuochi di paglia (ci hanno provato Savini, Cheula, Pineau, Kennagh, Sella e Di Luca) al km 28 e’ partita la fuga di giornata. Davanti in tre: Brambilla, Rabottini e Tankink. Il gruppo della maglia rosa li ha lasciati andare, cosi’ il vantaggio dei fuggitivi e’ lievitato fino a oltre dieci minuti. Nel frattempo si ritiravano Noe’, il veterano del gruppo, al suo ultimo Giro; e Chicchi, uno degli ultimi velocisti superstiti. Sugli ultimi 10 km della salita tagliagambe dello Zoncolan ha provato a partire Brambilla, ma dopo poco si e’ piantato; allora ha provato a resistere Tankink. Da dietro pero’ e’ partito Anton, per un po’ in compagnia di Contador, Nibali e Scarponi: poi tutto solo, fino alla fine. A meno 1.100 metri dal traguardo la maglia rosa si e’ alzata sui pedali, staccando (di poco) Nibali, ma ormai Anton era imprendibile. Domani si chiude il terribile trittico della montagna, con la Cima Coppi del Passo Giau e il Gardeccia. Contador, che ha guadagnato ancora, e’ sempre li’ con la sua maglia rosa e potrebbe dare un altro colpo alla classifica. Anche se sullo Zoncolan e’ sembrato non irresistibile come al solito. E da oggi i tifosi sembrano anche avergli voltato le spalle. .

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