Arrigoni strangolato ieri pomeriggio, a un primo esame

GAZA – Sarebbe stato ucciso gia' ieri sera – probabilmente strangolato con un cavo metallico o qualcosa di simile – il volontario italiano Vittorio Arrigoni, rapito ieri nella Striscia di Gaza e ritrovato morto nella notte. Questo, almeno, e' cio' che e' emerso a un primo sommario esame condotto sul cadavere da medici locali di Gaza alla presenza di cooperanti che hanno confermato l'identificazione di Arrigoni. Evidenti appaiono in particolare i segni sul collo, con tracce di sangue che avevano dapprima fatto pensare a un possibile sgozzamento, ma che poi sono stati ricondotte a una brutale azione di strangolamento. Fuori discussione appare invece l'idea d'una impiccagione vera e propria. Tali conclusioni sembrano confermare la versione diffusa fin dalla nottata da Hamas, secondo cui l'attivista italiano era gia' morto da ''qualche ora'' al momento dell'irruzione dei miliziani nell'appartamento-covo di Gaza City dei rapitori. Quanto alla matrice del sequestro, il portavoce Fawzi Barhum e' tornato stamattina ad indicare la pista degli ultra-integralisti salafiti, che avversano Hamas da posizioni ancor piu' radicali. ''L'obiettivo di questa banda di degenerati fuorilegge – ha tuonato Barhum – e' quello di disseminare l'anarchia e il caos nella Striscia di Gaza, ma si tratta solo di un tentativo disperato di inserirsi in una situazione che resta di stabilita'''.

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