BERGAMO – ''Non e' stata una passeggiata'', ha commentato Stefano Colantuono dopo il fischio finale di Atalanta-Portogruaro, che ha regalato la certezza matematica della promozione alla squadra bergamasca. Difficile dar torto al tecnico, perche' i nerazzurri hanno si' trionfato con tre giornate di anticipo, ma l'inizio di stagione non era stato certamente esaltante. In due momenti, all'andata, Colantuono aveva addirittura rischiato l'esonero: prima la sconfitta di Piacenza, con l'Atalanta in vantaggio di due reti e alla fine battuta 3-2; poi il ko casalingo con il Livorno. ''Ma il presidente e' stato bravo a mantenere l'equilibrio'' ha riconosciuto Colantuono. Anziche' buttare tutto all'aria, Antonio Percassi ha deciso di dare fiducia all'uomo scelto per riportare immediatamente l'Atalanta in A, l'obiettivo fissato in estate quando l'imprenditore aveva rilevato il club dalla famiglia Ruggeri. La missione e' stata completata perche' da meta' stagione in poi l'Atalanta ha cambiato marcia, arrivando ad accumulare un vantaggio di undici punti sulle terze in classifica. Un divario incolmabile, scavato grazie a un organico di qualita' superiore. L'esperienza e il carisma di capitan Doni, 38 anni, hanno trascinato un gruppo che, dopo la retrocessione, aveva bisogno di ritrovare fiducia in se stesso. Colantuono si e' rivelato il motivatore ideale, capace di rilanciare anche il paraguayano Barreto, reduce da una stagione passata in infermeria. L'Atalanta ha dimostrato solidita' e determinazione, in virtu' anche di un 4-4-2 che ha permesso di esaltare le caratteristiche dei singoli, a partire dal brasiliano Ferreira Pinto, altro giocatore di categoria superiore, un lusso per la serie B. Ma se i senatori hanno avuto un ruolo decisivo, il valore aggiunto e' arrivato dai giovani. Il portiere Andrea Consigli e' maturato definitivamente, superando le incertezze della sfortunata stagione che porto' alla retrocessione. E' poi esploso il talento di Giacomo Bonaventura, dotato di dribbling velenoso e buona mira. Proprio sui giovani l'Atalanta fondera' il suo futuro. Il sogno di Percassi e' costruire un settore giovanile ispirato a quello del Barcellona. Intanto il presidente si gode la sua rivincita personale: nel '94 lascio' la presidenza dopo un'amara retrocessione, schiacciato da una pesante contestazione dei tifosi. Dodici anni dopo li ha riconquistati riportandoli in paradiso. In estate, quando era tornato, Percassi aveva avvertito tutti: ''Se non andiamo in A divento matto''. Stasera ha potuto scrivere sul sito del club una frase che sa di vittoria: ''Non sono diventato matto''. .
