CAGLIARI – Cresce il centrosinistra in Sardegna e conquista al primo turno Olbia, citta' simbolo del berlusconismo, Carbonia e Villacidro. A Cagliari, invece, inaspettato ballottaggio tra Massimo Zedda, giovane esponente di Sel, e Massimo Fantola, dei Riformatori. Il risultato definitivo premia il candidato sindaco del centrosinistra che ottiene il 45,15% contro il 44,71% dello sfidante. L'exploit di Zedda non e' riuscito alla vendoliana Marta Testa a Iglesias, costretta al ballottaggio con l'avversario del centrodestra Luigi 'Ginetto' Perseu, in vantaggio di 697 voti con il 49,90%. Contestate 200 schede, ma per l'attribuzione definitiva serve un ricorso al Tar che finora nessuno ha presentato. L'arretramento del centrodestra, sulla scia del dato negativo raccolto in tutta Italia, preoccupa i partiti al governo della Regione. Il governatore Cappellacci dice di essere concentrato sulle due vittorie incassate nelle ultime 48 ore, la bocciatura del nucleare nel referendum consultivo regionale e l'apertura di un'indagine dell'Antitrust sul caro traghetti. Ma e' evidente che il risultato di questa tornata elettorale sara' al centro di una approfondita riflessione nella maggioranza. ''Il calo si e' registrato in tutta Italia – sottolinea il coordinatore regionale del Pdl Mariano Delogu – Non si puo' vincere sempre e non credo che ci sia una valutazione cosi' negativa su Berlusconi e il governo regionale. Ad ogni modo, attendiamo l'esito definitivo dei ballottaggi per una valutazione piu' completa''. Ieri, pero', a risultato ormai acquisito, il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Mario Diana, aveva in qualche modo messo in dubbio la validita' delle alleanze, in particolare l'esclusione di Fli dalla coalizione dopo il diktat del Cavaliere. I finiani si confermano anche a Cagliari l'ago della bilancio nel secondo turno. Forte del suo 4% il candidato sindaco, e coordinatore regionale del partito, Ignazio Artizzu, non sembra intenzionato a fare alcun apparentamento. Men che meno con Fantola, che lo aveva escluso dallo schieramento nonostante il sostegno dalla prima ora dato dallo stesso Artizzu. Certo, invece, delle ripercussioni del voto amministrativo sul governo della Regione, e' il segretario regionale del Pd Silvio Lai. ''E' un chiaro avviso di sfratto per Cappellacci. Il vento sta cambiando'', dice infatti commentando i risultati all'indomani della chiusura dei seggi. Se ne sono accorti soprattutto gli elettori di Olbia, roccaforte del centrodestra, dove il vicecoordinatore regionale del Pdl, uomo forte di Berlusconi in Gallura, Settimo Nizzi, e' stato battuto al primo turno dal sindaco uscente Gianni Giovannelli, eletto nel 2007 con il Pdl e ricandidato dall'opposizione con un ampio schieramento, dal Pd a Fli, piu' una parte dell'Udc. Il Pdl resta comunque il primo partito a Olbia, mentre diventa il secondo a Cagliari con il 16,35%, superato dal Pd che ha ottenuto il 18. Nel capoluogo, pero', la coalizione di centrosinistra, in caso di vittoria di Zedda, rischia di non poter governare. Lo schieramento opposto infatti ha ottenuto, con il 53,44%, la maggioranza in Consiglio, lasciando i partiti avversari al 37,98%. L'ipotesi di ingovernabilita' viene contestata in queste ore dal senatore del Pd Francesco Sanna: ''c'e' una sentenza del Consiglio di Stato – spiega – molto conosciuta dagli addetti ai lavori, che non fa scattare il premio di maggioranza alla coalizione vincente in Consiglio e perdente con il sindaco, garantendo cosi' a Zedda, in caso di vittoria, la maggioranza del 60% dei seggi''.