MILANO 17 MAG Il giorno do – MILANO, 17 MAG – Il giorno dopo il terremoto elettorale sono comparsi i manifesti ''Grazie Milano ora si cambia davvero'' e Giuliano Pisapia sul suo blog ha postato il messaggio ''E il bello deve ancora arrivare..''. Per arrivare ''il bello'', pero', manca una bella manciata di voti. Anche il 'regista' del nuovo miracolo a Milano, quindi, dovra' andare alla ricerca di alleati in grado di fargli avere quei consensi che gli apriranno la porta di Palazzo Marino. D'altra parte il Pdl e la Moratti, nonostante il distacco (oltre 6 punti percentuali) che rende obiettivamente complicato il recupero, non sono intenzionati ad alzare bandiera bianca, anzi. In mattinata il sindaco uscente, in gran segreto, ha incontrato Silvio Berlusconi che l'ha rassicurata sulla possibilita' di un recupero. Il presidente del consiglio ha spiegato alla Moratti che al ballottaggio la coalizione si presentera' compatta perche' l'asse con Bossi e' solido. Il Movimento 5 Stelle che con il suo 3,4% di voti potrebbe garantire la vittoria a Giuliano Pisapia, con il candidato Mattia Calise ha gia' detto che non dara' indicazioni di voto. Dovesse mancare quel pacchetto, anche per Pisapia, pur partendo da una posizione di vantaggio, la corsa verso la vittoria si fara' dura. Anche per il centrosinistra diventa cosi' centrale il Terzo Polo. Manfredi Palmeri, sostenuto da due liste Fli-Api e Udc, in attesa dell'incontro romano di domani al quale parteciperanno Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli, per ora parla il politichese: ''Nessuno puo' chiedermi di partecipare direttamente al governo della citta': io continuo a guardare alla citta' e se Moratti o Pisapia si dimostreranno attenti ai temi che noi abbiamo posto sara' buon per loro e buon per Milano''. E' possibile che anche il Terzo Polo lasci liberta' di voto e le tre anime potrebbero dividersi tra Moratti e Pisapia. Sia a destra che a sinistra ci sara' poi la corsa a recuperare il voto di quei milanesi, oltre 30 mila, che hanno disertato le urne. ''La Lega, tutta la Lega – ha detto il ministro Roberto Calderoli al termine del vertice in via Bellerio con Umberto Bossi – e' impegnata per vincere i ballottaggi di fine mese e ce la metteremo tutta per vincerli''. L'accusa mossa al Pdl, quindi a Berlusconi, e' di avere dato ad una consultazione amministrativa un valore nazionale. Anche nello stesso Pdl c'e' chi sostiene questa tesi, accusando pero' Letizia Moratti e alcuni 'cattivi consiglieri' come ha fatto Straquadanio: ''L'errore e' a monte. La Moratti era in testa e quando si e' in testa si deve evitare di attaccare il proprio avversario. Il primo errore e' stato porre le dieci domande a Pisapia, perche' non e' nel nostro stile, non siamo abituati ad attaccare i nostri avversari''. Davanti a questo quadro c'e' chi sostiene che dopo il ballottaggio Bossi, qualunque sia l'esito, sia intenzionato a chiedere una verifica. Calderoli pero' ha replicato: ''Ho letto alcune supposizioni assolutamente prive di fondamento circa quel che la Lega starebbe facendo. Sono elucubrazioni prive di qualsiasi sostanza''.
