Barista uccisa, il convivente confessa ma nega la premeditazione

VENEZIA – Ha confessato di aver ucciso la sua compagna Eufemia Rossi in un raptus d'ira Gianni Lirussi nell'interrogatorio cui e' stato sottoposto oggi dal pm Massimo Michelozzi. Ma – secondo quanto riferito dal suo difensore, avv. Daniela Lizzi – ha escluso la premeditazione del delitto. L'ex assicuratore, in carcere dal 3 aprile scorso e che si trova ancora in uno stato di forte prostrazione, ha comunque ammesso le proprie responsabilita' nella morte della donna, pur tra molti ''non ricordo''. Non avrebbe usato armi o corpi contundenti, Lirussi, sostenendo di aver aggredito mortalmente Eufemia con spinte e pugni. La profonda ferita al capo della vittima, secondo la ricostruzione dell'indagato, potrebbe quindi essere spiegabile come conseguenza di una caduta della donna sotto i colpi infertigli. Una dinamica che ora dovra' passare il vaglio degli accertamenti svolti dai carabinieri e soprattutto degli esiti degli esami tecnici condotti dal Ris di Parma, che potrebbero anche cambiare il quadro accusatorio.

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