BARLETTA 22 APR Otto giorni in – BARLETTA, 22 APR – Otto giorni in coma, oggi la morte. Un 'eroe' romeno ha pagato con il massimo prezzo la sua intromissione per evitare lo stupro di una donna di 40 anni in una baraccopoli alla periferia di Barletta. Una storia di degrado ma anche di insospettata solidarieta' quella che ci viene consegnata nei giorni cruciali della Settimana santa. La forte tempra del bracciante Victor Costantin Durak, di 47 anni, abituato a ore e ore di duri lavori in campagna, ha detto stop nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile di Andria. Durak non ha retto ai pugni e calci infertegli da un balordo senza fissa dimora, il connazionale Jonut Tenchi, di 26 anni, il quale voleva approfittare dell'assenza del marito della donna per violentarla. Un pestaggio in piena regola, senza che nessuno riuscisse a frapporsi tra i due uomini e a bloccare la vendetta animalesca del piu' giovane, capace anche di un gesto oltremodo brutale: secchi d'acqua gelata a ripetizione in faccia al rivale, dolorante e inebetito dai colpi, per farlo rinvenire e poter continuare, con ferocia, a fargli male. Quasi un monito agli residenti, tutti romeni, a non immischiarsi piu' in futuro in 'faccende private' pena la stessa, pesante punizione. I soccorsi al bracciante da parte degli altri connazionali furono tardivi. Solo il giorno dopo, quando si accorsero che era in stato confusionale, Durak fu infatti accompagnato all'ospedale di Barletta. Era gia' in condizioni disperate; poco dopo ando' in coma e fu deciso di trasferirlo nella Rianimazione di Andria dove stamattina e' morto. Tenchi fu arrestato dagli agenti sulla base di alcune testimonianze, tra le quali quella decisiva della donna. L'accusa nei suoi confronti, tentativo di omicidio e tentativo di violenza sessuale, verra' derubricata in omicidio. Il giovane, consapevole di quello che aveva commesso, aveva cercato di sottrarsi alle responsabilita' fuggendo dalle baracche costruite in un vecchio deposito, sulla strada che conduce al cimitero di Barletta. Trovo' rifugio in un terreno demaniale dove vivono altri nomadi. Il suo nome non era conosciuto ai connazionali ma alcuni segni inconfondibili del viso, tra i quali un vistoso neo, facilitarono l'identificazione dopo la visione delle foto segnaletiche: infatti Tenchi ha precedenti penali per furto, resistenza a pubblico ufficiale e dichiarazione di false generalita'. Il pm inquirente di Trani, Antonio Savasta, ha disposto l'autopsia che verra' compiuta nei prossimi giorni da un perito dell'Istituto di medicina legale di Bari.