ROMA 19 MAG Silvio Berlusconi – ROMA, 19 MAG – Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi scelgono le stesse parole (''e' andata bene'') per commentare l'atteso incontro dopo lo 'schiaffo' ricevuto dal risultato ottenuto a Milano. Ma entrambi sanno che nel capoluogo lombardo la strada e' tutta in salita. E se lo scossone delle urne almeno per il momento non mette in discussione il cosiddetto asse del Nord, il Senatur pianta i suoi paletti nel dare la disponibilita' a tirare la volata a Letizia Moratti. Niente assegni in bianco, in sostanza. Ci sara' uno sforzo comune per ribaltare il risultato del 16 maggio ma se le cose dovessero andare male sara' necessaria una profonda verifica – chiariscono i lumbard – che dovra' riguardare anche gli assetti di governo. Intanto, il segnale della ''ritrovata condivisione'' potrebbe essere la presenza del premier e del leader della Lega al fianco del candidato sindaco in una conferenza stampa o in un comizio a Milano. Le eventuali ricadute sull'esecutivo nel caso di sconfitta non sarebbero state oggetto della riunione durata circa un'ora a cui hanno partecipato anche Roberto Calderoli e Giulio Tremonti. Nel corso dell'incontro sarebbe stato proprio Bossi a dichiarare la sua disponibilita' a 'mettere la faccia' andando in giro per comizi negli ultimi giorni di campagna elettorale non risparmiando pero' l'ennesima critica alla scelta di aver deciso di puntare ancora su Moratti. Anche il Cavaliere si e' detto pronto a fare la sua parte, magari anche attraverso nuove interviste alle emittenti locali con cui chiamare gli elettori al voto. Dobbiamo convincere gli indecisi e soprattutto i moderati che non si puo' lasciare Milano all'estrema sinistra, ha ripetuto il premier al Senatur e ai vertici del partito incontrati nel pomeriggio. Parole condivise dai Lumbard che pero' gia' guardano oltre. Dopo le amministrative mette in chiaro Umberto Bossi bisogna partire con ''un nuovo progetto''. E la presenza di Calderoli e Tremonti alla riunione fa capire come nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi si sia discusso anche di altro, economia innanzitutto. Rendere operativo il decreto sviluppo, la semplificazione fiscale per le piccole e medie imprese e il sostegno all'occupazione con al detassazione delle assunzione per le imprese al Sud. Il tutto, avrebbero convenuto i due leader, tenendo conto della tenuta dei conti. Terminato il colloquio pero' la sensazione che serpeggia nel Pdl e' che con la Lega il chiarimento, se non 'la resa dei conti', sia solo rinviato. Se a Milano la Moratti perde i lumbard potrebbero mettere tutto in discussione,si teme nel Popolo della liberta'. Tant'e' che nel partito gira gia' la voce che il Cavaliere possa anticipare le 'mosse' del Senatur ricalibrando il vertice del governo con due vice premier: Roberto Calderoli e Giulio Tremonti. Ragionamenti smentiti dallo stesso Bossi che nega una 'promozione' del titolare di via XX Settembre. Ma che non convincono diversi settori del Pdl secondo i quali anche la possibilita' di un governo tecnico, casomai a guida Tremonti, sarebbe uno dei retropensieri del Senatur. Certo e', sarebbe il ragionamento dei vertici pidiellini, che se si perde a Milano, perdiamo sia noi che il Carroccio. Ed e' anche sulle divisioni interne della Lega, tra filogovernativi e non, che punta il Pdl per evitare che il 'caso Milano' abbia ricadute pericolose sul governo. L'ipotesi di dare 'piu' potere' ai leghisti con un loro rafforzamento nella squadra di governo,con la nomina di un vicepremier, rischierebbe di diventare un boomerang per il Cavaliere,si ragiona sempre nel Pdl,costretto a dover fare i conti anche con i mal di pancia interni al suo partito (a cominciare dalle fibrillazioni degli scajoliani) e le agitazioni dei 'Responsabili'.
