ROMA 11 MAG Il Silvio Berlusc – ROMA, 11 MAG – Il Silvio Berlusconi pubblico getta acqua sul fuoco delle polemiche nate intorno al suo annuncio di una riforma dell'architettura istituzionale che dia piu' poteri al premier e meno al Colle: ''Se riusciremo a realizzarla – ridimensiona – avra' vigore fra alcuni anni. Non c'e' quindi nessun motivo di distacco o di gelo tra il Quirinale e Palazzo Chigi''. Ma il Berlusconi privato e' piu' incendiario che mai: convoca i fedelissimi al mattino a Palazzo Grazioli e li invita a menare fendenti, che lo scontro con i giudici sta pagando tanto da aver fatto salire i sondaggi riservati su Milano al 52,8% e da far dire al Cavaliere:''Li' vinceremo sicuramente''. Al test meneghino (cosi' come a quello partenopeo) il premier annette un'importanza fondamentale, tanto da dire che ''dal voto arrivera' un forte impulso al governo nazionale, per fare nei prossimi due anni le riforme della giustizia, dell'architettura istituzionale, e quella tributaria che prima Casini e Follini, poi Fini ed i suoi uomini ci hanno impedito di fare''. Per questo la linea dettata da Berlusconi stamattina e' quella di andare avanti con lo scontro, di radicalizzarlo fino a trasformarlo a Milano in un referendum tra lui ed i magistrati. ''Cosi' vinciamo'', assicura il premier. E cosi' si spiega anche perche' una signora dai modi garbati e dalle tradizioni familiari moderate come Letizia Moratti, perde l'aplomb e si scaglia come un kamikaze contro Giuliano Pisapia nel faccia a faccia tra i candidati organizzato da Sky, dando del ''ladro'' all'avversario politico che immediatamente la querela e le da della ''bugiarda''. Cade di fatto nel vuoto l'odierno appello del Capo dello Stato, che aveva appena finito di stigmatizzare ''la politica come guerra''. ''Voglio il rispetto reciproco'', aveva detto poche ore prima Giorgio Napolitano. Ma il premier va dritto per la sua strada. E dopo aver osservato ieri che ''i leader di sinistra non si lavano'', oggi rimprovera loro di ''aver fatto molto male ovunque abbiano governato, per esempio a Napoli''. E' proprio il capoluogo campano la piazza dalla quale il premier si prepara venerdi' a sferrare l'attacco finale, in chiusura della campagna elettorale. E c'e' chi, tra i suoi, annuncia nuove sorprese. Intanto il Cavaliere, al ricevimento per l'anniversario della nascita dello Stato di Israele – dopo aver stretto la mano a Gianfranco Fini e ad Elisabetta Tulliani – spazia sulla politica estera: nega di aver sentito il leader libico Muammar Gheddafi, preconizza la pace tra Israele e Palestina e si compiace per il sostegno tedesco a Mario Draghi alla Bce, ''un successo italiano''. E alla fine di una campagna elettorale senza esclusioni di colpi, promette ancora che sul fisco ''il governo continuera' a non mettere le mani in tasca agli italiani, come ha sempre fatto. Al contrario della sinistra, che non ha altra ideologia e politica di quella 'piu' spese, piu' tasse'''.
