ROMA 9 MAG E' almeno dal 200 – ROMA, 9 MAG – E' almeno dal 2001 che Silvio Berlusconi prova a far salire sul banco degli imputati la Procura di Milano proponendo una commissione d'inchiesta contro l'uso politico della giustizia. Il primo tentativo di concretizzare i 'desiderata' del premier lo fecero i forzisti Fabrizio Cicchitto e Michele Saponara (n.2019) depositando alla Camera una proposta di legge il 22 novembre del 2001. Il provvedimento conflui' in un testo unificato, con altre sei proposte di legge (piu' dirette a far luce sul finanziamento illecito dei partiti), che approdo' in Aula nel 2003. Senza vedere mai la luce. Il secondo 'assalto' alle toghe 'politicizzate' l'hanno condotto i berlusconiani Jole Santelli e Giorgio Stracquadanio riproponendo il 4 febbraio del 2010 lo stesso testo di Cicchitto-Saponara. Identica la relazione. Identico l'articolato. Unica differenza: i costi. In quello di Cicchitto-Saponara non erano calcolati, spiegando solo che erano per meta' a carico del Senato e per meta' sulle spalle della Camera. In quello Santelli-Stracquadanio invece si da' un limite: 50mila euro. Sempre da dividere a meta' tra i due rami del Parlamento. Ma in questa legislatura quello dei due deputati del Pdl non e' stato l'unico progetto di legge ad essere presentato sul tema. Il 29 aprile del 2008, al Senato, ne deposito' uno l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, scomparso lo scorso anno. Ma duro' poco: il testo venne ritirato appena un mese dopo: il 15 maggio. La commissione a cui puntano da oltre 10 anni i berlusconiani dovrebbe accertare se ci siano ''disfunzioni'' che hanno leso i diritti costituzionali dei cittadini; la presenza di orientamenti politico-ideologici tra i magistrati con eventuali rapporti di ''interdipendenza tra questi e forze politiche''; l'eventuale influenza delle motivazioni politiche sui comportamenti delle toghe. Ma l'organismo bicamerale dovrebbe indagare anche su un eventuale esercizio politico dell'azione penale; sull'esistenza di una discrezionalita' della funzione giudiziaria''; sui tentativi di ''interferenza dei magistrati'' con l'attivita' parlamentare o del governo. L'idea di realizzare una commissione del genere, Berlusconi l'ha sostenuta piu' volte anche in questa legislatura: lo fece con piu' forza nell'ottobre del 2010, lo ripete', con altrettanta foga, il 23 dicembre dello stesso anno. Prima parlandone con alcuni militanti davanti a Palazzo Grazioli, poi chiedendola a gran voce nella conferenza stampa di fine anno. Prima denunciando ''i Pm eversivi''. Ora appellandoli addirittura come ''il cancro della democrazia''. E in entrambe le occasioni i finiani si opposero definendo la magistratura, invece, come ''il baluardo della legalita'''. Anche il resto dell'opposizione protesta oggi, come allora. Almeno il giorno in cui si ricordano le vittime del terrorismo, osserva Alessandro Maran (Pd), il premier avrebbe fatto bene ''a tacere''. Il capo dello Stato, e' l'appello del leader Idv Antonio Di Pietro, dovrebbe fermare ''questo attacco alle istituzioni'' da parte del presidente del Consiglio. Il fatto, incalza il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro, e' che il Cavaliere e' ''irresponsabile'' pensa solo a difendersi ''infischiandosene degli appelli di Napolitano''. Negare una commissione d'inchiesta sul tema, ribatte, Antonio Leone (Pdl) significa riconoscere alla magistratura l'''immunita'-impunita' che si e'riconosciuta da sola''. Non concorda il presidente dei senatori Udc Giampiero D'Alia, che definisce ''inqualificabili'' le parole di Berlusconi. La verita', osserva Donatella Ferranti (Pd), e' che e' il premier che ha ''un atteggiamento persecutorio'' contro la magistratura considerando il numero di anni ''da cui l'attacca''.