ROMA – ''Solo una condizione di estrema ricattabilita' personale e politica puo' spiegare molti dei recenti comportamenti e delle vistose contraddizioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi''. E' quanto dichiara il vicepresidente dei senatori del Partito democratico Luigi Zanda. ''Non si tratta solo – aggiunge il parlamentare democratico – dei comprovati ricatti delle escort o dei loro reclutatori. In tutte le decisioni di Berlusconi e' palpabile il panico per le conseguenze personali che avrebbe su di lui la perdita del potere governativo. Berlusconi si muove come una persona che subisce violentissime pressioni e che vive ossessionato dalla necessita' di difendere i suoi interessi. Soltanto cosi' e' possibile comprendere la totale e improvvisa sottomissione alle richieste di Sarkozy, le continue giravolte, tra baciamano e bombardamenti, nei confronti di Gheddafi e gli 'speciali' rapporti con Putin. Se Berlusconi arriva addirittura a sfidare Umberto Bossi vuol dire che deve schivare pericoli per lui gravissimi''. Conclude il vicepresidente dei senatori del Pd: ''Anche nelle relazioni con alleati storici dell'Italia come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna e' evidente che Berlusconi si muove in condizione di totale sudditanza. La sua ricattabilita' personale e politica e' diventata un elemento di estrema debolezza per l'Italia che compromette quotidianamente gli interessi nazionali''.
