Bielorussia: 5 anni di carcere all'oppositore di Lukashenko

ROMA 14 MAG Continua il pugno di ferro del presidente della – ROMA, 14 MAG – Continua il pugno di ferro del presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, contro gli oppositori: uno dei principali ex candidati alle elezioni e' stato condannato a cinque anni di reclusione in un carcere di massima sicurezza. Una sentenza che ha nuovamente suscitato le critiche del mondo occidentale gia' schieratosi contro la violenta repressione e gli arresti seguiti alle presidenziali del dicembre scorso. Andrei Sannikov, ex vice ministro degli Esteri e fondatore del gruppo per i diritti umani Carta 97, e' stato giudicato colpevole di aver organizzato ''manifestazioni di massa'' contro la rielezione di Lukashenko, al potere in Bielorussia dal 1994. E' il primo dei cinque ex candidati presidenziali, alla sbarra a Minsk per le proteste di dicembre, a ricevere la sua sentenza. Dopo il contestato annuncio della vittoria di Lukashenko per un quarto mandato presidenziale con l'80% delle preferenze, migliaia di persone si riversarono nelle strade della capitale per manifestare il loro dissenso. La protesta fini' con una violenta repressione da parte delle forze dell'ordine, oltre 600 persone arrestate – compresi tutti i candidati alle presidenziali – e soprattutto con la condanna da parte di Ue e Stati Uniti che minacciarono sanzioni e isolamento della Bielorussia. Sannikov fu arrestato il giorno dopo la manifestazione, il 20 dicembre, insieme con la moglie Irina Khalip, nota giornalista investigativa. A gennaio la madre di quest'ultima aveva denunciato al New York Times di aver ricevuto una visita da parte di due impiegate dei servizi sociali che le avrebbero proposto di occuparsi del suo nipotino di tre anni, Daniel, nel caso non avesse avuto i mezzi per mantenerlo. La signora aveva inoltre rivelato che la figlia aveva ricevuto minacce sul figlioletto anche prima del suo arresto. Dopo aver ascoltato la sentenza, il fondatore di Carta 97 ha sorriso e ha urlato ai suoi sostenitori: ''La cosa piu' importante e' proteggere la mia famiglia!''. La moglie di Sannikov sara' giudicata tra due giorni. Immediata la condanna internazionale della sentenza. Per la Farnesina la decisione ''ha una motivazione politica ed e' contraria ai principi europei dello Stato di diritto'', ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri, Maurizio Massari esprimendo ''forte preoccupazione''. Stesso commento – decisione ''politica'' – anche dagli Stati Uniti. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, ha detto che gli Stati Uniti chiedono a Minsk di ''rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i prigionieri politici e di smetterla di prendersela con gli oppositori, che rimangono sotto la minaccia di arresti arbitrari''. ''Profonda preoccupazione'' per la condanna e' stata espressa anche dal governo britannico secondo cui Sannikov ''non e' responsabile di altro che dell'espressione pacifica delle sue opinioni sulle elezioni truccate''. E il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha condannato la sentenza come un'espressione della volonta' politica di Lukashenko e non un atto di giustizia.

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