ROMA – La questione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia? ''E' come la Libia'', dice all'ANSA Vittorio Sgarbi. ''Basta polemiche, bisogna trovare un accordo e una soluzione perche' nei 150 anni dall'Unita' di Italia questa – sostiene – e' una questione di Stato''. Il problema, sottolinea il critico ferrarese confermando di aver presentato le sue dimissioni dall'incarico, sono i tempi ormai strettissimi visto che la Biennale d'arte si apre in Laguna il 4 giugno. ''Il 15 maggio dovrebbero partire i lavori per l'allestimento – spiega – e allo stato delle cose siamo nel paradosso: pronti a partire in tutte le sedi dislocate d'Italia, grazie ai finanziamenti e alle disponibilita' delle Regioni, ma non a Venezia dove ci sono 700 artisti invitati ma gli spazi per ora assegnati ne possono accogliere al massimo 200''. Da qui l'appello al governo: ''Intervengano anche Bondi e Frattini che a suo tempo avevano fatto l'accordo con me'', chiede Sgarbi. Che racconta di aver chiamato ieri sera il presidente del Consiglio: ''Ho cercato di capire la situazione e ho capito che siamo in alto mare'', rivela, ''pare che Galan abbia messo sul piatto le sue dimissioni e per questo anche io ho offerto le mie. D'altra parte non posso continuare a lavorare per lo Stato in assenza dello Stato. Berlusconi e' stato affettuoso ma la decisione va presa subito, chiedo al governo di assumersi la responsabilita'''. Questione fondamentale, ribadisce Sgarbi, sono gli spazi. Il presidente della Biennale Baratta ha messo a disposizione un nuovo padiglione nei giardini dell'arsenale ''che vanta 3.800 metri quadrati'', ricorda il critico, ''ma non basta. Servirebbero almeno tre palazzi, e' per questo che avevo chiesto la disponibilita' di Ca' D'Oro, delle Gallerie dell'Accademia di Palazzo Grimani e di Palazzo Marcello, altrimenti dove li metto gli artisti, nel Canale?''. Tanto piu', aggiunge, che deve essere ancora trovato lo spazio per collocare gli 89 monitor che dovrebbero collegare la Biennale con gli artisti ospitati nelle sedi degli Istituti di cultura italiana all'estero. Insomma, conclude Sgarbi: ''Il programma del Padiglione e' completo e bellissimo e' solo che per trequarti delle mostre la sede e' ancora da definire''.
