Biennale Venezia, Sgarbi: unica garanzia l'ho avuta da Berlusconi

ROMA – ''L'unica garanzia l'ho avuta da Berlusconi''. Al culmine di una oceanica conferenza stampa organizzata per presentare finalmente i dettagli del suo Padiglione Italia per la Biennale d'Arte di Venezia, Vittorio Sgarbi non rinuncia alla polemica su compensi e spazi di allestimento: ''Non ci sono finanziamenti, questa Biennale non avrebbe dovuto essere fatta se fosse stata applicata la ragione invece della follia'', urla in risposta alle contestazioni arrivate dalla platea. ''Ho lavorato per un anno senza vedere una lira''. Accanto a lui, al tavolo della gremitissima sala del San Michele, sede distaccata del ministero dei beni culturali, c'e' pero' il direttore generale Antonia Pasqua Recchia, commissario per il ministero del Padiglione Italia, che lo smentisce cortese: ''il ministero ha stanziato per il progetto 250 mila euro che il ministro Giancarlo Galan, dopo l'ultimo rifinanziamento al Fus, ha portato ad 1 milione di euro'', sottolinea, precisando che in quella cifra e' compreso anche il compenso per il curatore (50 mila euro al lordo di tutte le spese, si chiarira' dopo) e ''anche se non siamo attrezzati per i miracoli, per gli spazi in piu' stiamo facendo il possibile''. Il critico, peraltro contestato a piu' riprese da una folla di stampa inferocita da lungaggini e digressioni, non demorde: ''Non ho firmato nessun contratto e non e' detto che lo firmi. Quel milione e' solo stimato''. Il commissario puntualizza che sara' la Biennale in raccordo con il Mibac a compensare il progetto e sottolinea: ''Questo milione e' stato investito per l'allestimento del Padiglione Italia. (non quindi per tutte le altre mostre che Sgarbi progetta di allestire in altri luoghi di Venezia ndr) Il costo comprende tutte le spese anche per trasporto e allestimento delle opere, l'assicurazione, la sicurezza, nonche' 20 mila euro per la societa' Arthemisia per supporto segretariale. Il ministero non puo' investire altro''.

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