CATANZARO 20 APR A soli sette anni – CATANZARO, 20 APR – A soli sette anni si trova ricoverato in ospedale in gravi condizioni per un pestaggio subito a scuola da due coetanei di etnia rom, avvenuto senza che nessuno se ne accorgesse o, quantomeno, intervenisse. E' la vicenda che vede per protagonista Cristian, un bambino di Catanzaro come tanti, la cui unica colpa e' quella di andare in una scuola frequentata da ragazzi ''difficili'' che vivono in un contesto in cui l'illegalita' la fa da padrona. Contro la scuola, l'istituto comprensivo Casalinuovo, che si sono scagliati i genitori di Cristian, Giuseppe, titolare di un autolavaggio, e Adele, casalinga, che tramite l'avv. Gianpiero Mellea hanno presentato un esposto alla Procura chiedendo che vengano individuati e puniti i responsabili dell'omessa vigilanza. Su questo aspetto stanno indagando gli investigatori della squadra mobile che per tutta la giornata hanno sentito i genitori e gli insegnanti per mettere insieme le tessere di un mosaico ancora non chiaro del tutto. L'aggressione a Cristian, secondo la ricostruzione della polizia e' avvenuta giovedi' mattina durante una pausa delle lezioni in una scuola alla periferia sud della citta'. Una zona con una forte presenza di cittadini di etnia rom ma italiani da decenni. Una convivenza difficile quella tra rom e catanzaresi nei quartieri Aranceto e Corvo, trasformati in veri e propri centri di spaccio all'aperto e dove anche per le forze dell'ordine e' stato per lungo tempo pericolo addentrarsi. Tanto che, nel novembre scorso, quando la polizia ha condotto un'imponente operazione antidroga, questa e' stata ribattezzata ''Rinascita'' perche', spiego' all'epoca il questore Vincenzo Roca, quei quartieri ''sono tornati nelle mani dello Stato''. Cristian ha raccontato alla madre che al momento del fatto l'insegnante non c'era. In due lo hanno affrontato e dopo una lite di cui neanche la piccola vittima ha saputo spiegare i motivi, lo hanno colpito con dei calci. ''Percosse – dice il legale della famiglia – durate a lungo. C'e' chiaramente una colpa in vigilando della scuola''. Venerdi' e sabato, secondo la ricostruzione degli investigatori, il bambino e' andato a scuola (il legale, invece, sostiene di no) e nel pomeriggio Cristian ha accusato dolori all'addome che hanno indotto i genitori a portarlo in ospedale dove e' stato operato d'urgenza per un'emorragia e ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono stazionarie e non sarebbe in pericolo di vita. La polizia, pero', e' venuta a conoscenza del fatto solo nel pomeriggio di ieri ed ha iniziato ad indagare, anche se da un punto di vista penale le conseguenze saranno praticamente nulle. I due autori dell'aggressione, vista l'eta' inferiore ai 14 anni, non sono imputabili, cosi' come i loro genitori, gia' noti alle forze dell'ordine per furti e fatti di droga, visto che la responsabilita' penale e' personale. Tutt'al piu' rischiano una denuncia per abbandono scolastico visto che uno dei due bambini frequenta la scuola saltuariamente. Un'ipotesi possibile che vengano attivati i servizi sociali. La vicenda, ovviamente, ha provocato una serie di reazioni. C'e' chi, come il candidato indipendente al Consiglio comunale nella lista Alleanza di centro, Roberto Rizza, ed il sindacato autonomo di polizia Coisp hanno paragonato i voti dei rom a quelli della 'ndrangheta chiedendo alla politica di rinunciarvi, e chi, come il sociologo Antonio Marziale, ha sostenuto che il problema non sono i rom ma l'eccesso di violenza dei giovani. Il candidato sindaco del centrodestra Michele Traversa, ha invitato a riflettere sullo stato di disagio sociale e di degrado dei quartieri sud, mentre il sindaco del centrosinistra Rosario Olivo, dopo avere visitato Cristian in ospedale, ha ribadito le iniziative portate avanti dalla sua Amministrazione per sostenere ''lo sforzo difficile, ma importante, della scuola nell'opera di educazione alla legalità''.