ROMA – Un semplice test in classe per scovare l'uomo piu' ricercato del mondo. Due anni fa, un gruppo di professori e studenti dell'universita' di Los Angeles (Ucla), utilizzando teorie geografiche e software Gis (Sistema informativo geografico), aveva localizzato l'area dell'ultimo nascondiglio di Osama bin Laden. Anticipando cosi' le conclusioni a cui solo diversi mesi dopo e' giunta la Cia. A rivelarlo e' il sito Science Insider, che riporta il contenuto del ''prezioso'' lavoro degli studenti della Ucla, dal titolo ''Trovare Osama bin Laden. Un'applicazione delle teorie biogeografiche e delle immagini via satellite''. Secondo un modello probabilistico creato dai professori di geografia Thomas Gillespie e John Agnew, esisteva l'89% delle possibilita' che Bin Laden si fosse nascosto in una citta' distante meno di 300 chilometri dall'ultima localita' conosciuta a Tora Bora, in un'area che includeva anche la citta' di Abbottabad. Lo studio di Gillespie si basava su teorie solitamente applicate agli ecosistemi e, in particolare, alle specie di uccelli in via di estinzione, denominate ''isole biogeografiche'. Secondo questi studi, le specie che vivono su grandi ''isole'', in seguito ad un evento catastrofico, sono molto meno a rischio di estinzione rispetto a quelle che vivono in ''isole'' piccole. Da qui, ''abbiamo ipotizzato che Bin Laden non fosse in una piccola citta' dove la gente poteva scoprirlo'', e' la spiegazione di Gillespie che, in realta', aveva individuato nella citta' di Parachinar il rifugio piu' probabile per Osama. Tutto molto semplice, forse. Ma se la Cia avesse seguito il modello del corso della Ucla, l'introvabile Bin Laden sarebbe stato scovato diversi mesi fa.