ROMA 5 MAG ''Sono stati i 3 – ROMA, 5 MAG – ''Sono stati i 38 minuti piu' intensi della mia vita''. Un momento di emozione se l'e' concesso Hillary Clinton. La donna di ferro che rappresenta l'America nel mondo, ha rivissuto cosi' i momenti del blitz che ha portato all'uccisione di Osama Bin Laden, il ''nemico giurato degli Stati Uniti'', come lei stessa lo ha definito. Ma poi e' tornata immediatamente nel ruolo, per difendere il raid americano ''condotto con i massimi standard professionali''. E senza commettere errori. A Roma per partecipare al Gruppo di Contatto sulla Libia, il segretario di Stato americano ha abbandonato per un momento l'etichetta ricordando i concitati momenti del raid americano ad Abbottabad, seguiti in diretta dallo staff del comandante in capo Barack Obama. Trentotto minuti, questo il tempo impiegato dalla squadra dei 'Navy seals' per fare irruzione nel compound dove viveva il principe del terrore, immortalati in una foto, che ritrae il presidente Obama, il vicepresidente Biden, Robert Gates e Hillary Clinton in attesa di notizie. Lei con lo sguardo preoccupato e una mano a coprire la bocca. ''Non ho la piu' pallida idea di cosa stessi pensando in quel millesimo di secondo'', ha detto, rispondendo ad una domanda. Di certo ''sono stati i 38 minuti piu' intensi della mia vita''. Ma lo spazio per le emozioni e' stato breve, subito spazzato via con una battuta: ''La mano davanti alla bocca? Qualcuno ha detto che poteva essere un colpo di tosse dovuto alla mia allergia primaverile''. Per poi tonare a parlare da Segretario di Stato, difendendo – prima di tutto – il lavoro svolto per fermare un ''pericolo per l'umanita' ''. A chi chiedeva se l'uccisione di Bin Laden, uomo prezioso se preso da vivo, rappresentasse un ''errore'' commesso dalla squadra dei 'Navy seals', la Clinton ha risposto in modo molto diretto, senza lasciare spazio ad interprestazioni: il Blitz, ha detto, ''e' stato condotto con i massimi standard professionali'', ''lo sforzo chiaro era quello di porre fine alla sua leadership''. Ma sul raid, ha aggiunto, ''non daro' alcun dettaglio''. L'uccisione del principe del terrore, ha spiegato, rappresenta ''un messaggio inequivocabile della ferma determinazione della comunita' internazionale di opporsi al terrorismo''. Ma non puo' certo bastare. La battaglia contro il terrorismo ''non finisce con una morte''.
