AFP) ABBOTTABAD (PAKISTAN) 3 M -AFP) – ABBOTTABAD (PAKISTAN), 3 MAG – ''Si faceva chiamare Tariq e veniva spesso a comprare sei o sette pani tondi'': all'indomani dell'uccisione di Osama Bin Laden i vicini di casa della famiglia si chiedono se quell'uomo cosi' discreto non fosse, in realta', il figlio dello sceicco del terrore. Troppo spaventato per dare il vero nome, il vicino, che si fa chiamare Abdullah Jan, cerca nella sua mente i particolari di quei quattro anni vissuti nei pressi della misteriosa villa dai muri di cinta alti quattro metri. Ora mette a fuoco i dettagli che gia' da tempo avrebbero potuto mettergli qualche pulce nell'orecchio sulle vere identita' di Tariq e Arshad, quelli che si credeva fossero i soli due uomini della casa. ''Ho sempre pensato che fossero due Pashtun pachistani, ma ora che rifletto, certe cose non tornano: avevano la pelle piu' bianca e talvolta si tagliavano la barba come gli arabi. E nei loro atteggiamenti erano piu' castigati di quelli dei Pashtun''. Arshad e Tariq, secondo il racconto del vicino, erano arrivati nel 2005. ''Ci avevano detto che arrivavano da Peshawar'', la principale citta' del nord-ovest, e che lavoravano nel cambio di valuta. Il primo sarebbe stato pachistano, avrebbe comprato il terreno e fatto costruire la casa, ma l'identita' di Tariq, di circa 35 anni, resta misteriosa, e dopo quanto avvenuto lunedi' le speculazioni dei vicini si sprecano: ''Non ci avevo mai pensato prima – dice Abdullah – ma Tariq assomigliava a Bin Laden ed avrebbe potuto essere suo figlio''. E poi ancora, si racconta come Arshad non avesse mai voluto dare il suo numero di cellulare e come le donne di casa non abbiano mai fatto o ricevuto visite nel quartiere, come invece e' uso. Inoltre, ad eccezione d'Arshad e Tariq e qualche volta di qualche bambino, la famiglia usciva di rado e per brevi periodi, allontanandosi a bordo di modeste auto. Mentre le donne erano sempre coperte con abaya nere (lunghi mantelli indossati dalle donne in alcuni paesi musulmani).