WASHINGTON – Ora sara' dura per i repubblicani continuare ad attaccare Barack Obama per la sua presunta ''debolezza'' e ''timidezza'' da professore di diritto. Ora che ha fatto fuori Bin Laden, sara' veramente difficile continuarlo a disegnare come un ''Comandante in capo'', ''un po' naif'', incapace di difendere con la dovuta determinazione la sicurezza nazionale. Lo scrive il New York Times, in un editoriale dal titolo ''Il mito della debolezza del signor Obama'', in cui si elencano, una dopo l'altra, le accuse che gli avversari conservatori, di ieri e di oggi, hanno rivolto all'attuale presidente. Nel 2008, durante la campagna elettorale, John McCain lo prese in giro per la sua scarsa dimestichezza con l'esercito e le questioni internazionali: ''Servono esperienza, conoscenza e capacita' di decidere. Tutte cose che Obama non ha'', disse all'epoca. E anche i suoi futuri avversari, nei mesi scorsi, quando annuncio' la ritirata dai soldati dall'Afghanistan, o all'inizio della crisi libica, lo attaccarono per la sua scarsa aggressivita', dal punto di vista militare. ''Obama – disse a marzo Tim Pawlenty, un candidato alla Casa Bianca – sembra piu' preoccupato della sua popolarita' internazionale che della sicurezza interna degli Stati Uniti''. Mitt Romney lo ha accusato di ''timidezza'' e di non credere ''all'eccezionalismo americano''. Anche Rick Santorum, un altro potenziale avversario di Obama nel 2012, ha detto che ''l'uccisione di Bin Laden e' stato un fatto isolato che non prova nulla''. Secondo il New York Times, sono tutte espressioni di una certa disperazione da parte di una leadership in difficolta', soprattutto alla luce del fatto che la maggior parte degli elettori repubblicani in queste ore stanno riconoscendo a Barack Obama il merito che gli spetta.