ROMA 2 MAG ''Tutti attendevamo – ROMA, 2 MAG – ''Tutti attendevamo questa notizia'', che rappresenta ''un grande risultato nella lotta contro il male'', dice il premier Silvio Berlusconi, appreso dell' uccisione di Osama Bin Laden. Era ''un mito del male assoluto'', gli fa eco il ministro degli Esteri Franco Frattini, osservando che la fine del principe saudita 'indebolisce la coesione del terrorismo internazionale''. Il presidente del Senato Renato Schifani definisce l'operazione Usa in Pakistan ''un evento che cambia la storia''. E altri esponenti di governo e della maggioranza esprimono soddisfazione, dando giudizi simili. Non mancano tuttavia le preoccupazioni per i rischi di ritorsioni o di una recrudescenza del terrorismo internazionale. Timori fatti propri, in mattinata dallo stesso premier: ''non bisogna abbassare la guardia perche' puo' darsi che questo fatto provochi delle reazioni''. Anche l' opposizione esprime sollievo e soddisfazione: Bin Laden, era il ''principe della barbarie e della guerra fra civilta''', dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che saluta il ''colpo durissimo alle strategie del terrore'' di Al Qaeda. Cosi' come il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa rileva come la morte dell'ideatore del 'qaedismo' rappresenti ''una tappa fondamentale nella lotta al terrorismo''. Per il capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini, oggi si e' compiuto un ''passo enorme'' nella lotta contro il terrore fondamentalista internazionale. Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, definisce la fine di Osama ''un evento di prima grandezza nella Storia'': ''contiene il messaggio – spiega – che un omicida di massa non puo' sfuggire per sempre''. ''E' la fine di un incubo, mi auguro che sia anche l'inizio del declino del terrorismo internazionale'', dice l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Fra l'opposizione, alcune voci insistono di piu' sui timori dei danni che provocherebbe un rapido abbassamento dei livelli di guardia contro il terrore integralista. Li esprime chiaramente Anna Finocchiaro, presidente del Pd al Senato: ''se si e' fatto un grande passo in avanti contro il terrorismo'', e' tuttavia inutile negare che da oggi ''si amplificano le possibilita' che l'Occidente possa subire recrudescenze di attacchi da frange piu' o meno organizzate di Al Qaeda''. La fine di Bin Laden ''e' certamente una prima grande sconfitta'' dei qaedisti, riconosce il segretario Psi Riccardo Nencini, che invita comunque a ''mantenere alta la vigilanza per evitare conseguenze e ripercussioni in Europa e nel mondo intero''. Cosi' anche Emanuele Fiano, responsabile sicurezza Pd: ''anche in Italia va tenuta alta la guardia'' e lo si fa ''lavorando per disinnescare, con l'integrazione e il rispetto, ogni possibile focolaio di incomprensione politica, razziale o religiosa''. Pier Ferdinando Casini non risparmia una bacchettata (in chiave libica) al governo: ''se c'e' una lezione che si deve cogliere da questa vicenda, e' che la politica estera e' una cosa seria e che non si scherza con gli impegni internazionali dell'Italia''. Fuori dal coro il Prc, che considera ''guerra e terrorismo'' due facce della stessa medaglia''. ''L'uccisione di oggi non risolvera' nulla – per il segretario Paolo Ferrero – se l'Occidente non la smette con la guerra''. Diversi i toni di Italia dei Valori, che valorizza il ruolo dell'intelligence come alternativa piu' efficace delle armi. Franco Grillini osserva che la contrapposizione tra un integralismo (definito da alcuni il Male) con altrettanto integralismo (il Bene) non e' la via verso un mondo pacificato. Infine c'e' chi collega la beatificazione di Wojtyla con il successo contro il terrorismo: ''L'eliminazione da parte dello sceicco del terrore Bin Laden, all'indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II, puo' essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa piu' amato, il Papa che tanto tuono' contro la rete del terrore'', afferma Michaela Biancofiore del Pdl.