NEW YORK – Gli agenti Cia che per mesi hanno spiato Osama bin Laden da una casa in affitto vicina al compound del leader di Al Qaida hanno utilizzato nella loro attivita' materiale sofisticatissimo: telecamere a raggi infrarossi, microfoni direzionali per captare le voci a distanza, radar satellitari per per cercare eventuali tunnel. Tuttavia non sono mai riusciti ad avere la certezza assoluta che in quel compound di Abbottabad fosse davvero nascosto Bin Laden: vi erano – hanno concluso – 60-80 probabilita' su 100. Lo ha riferito una fonte Cia al New York Times, precisando che la squadra Cia ha operato ''per mesi'' nel segreto piu' assoluto, facendo attenzione di non farsi scoprire non solo dalle persone oggetto di osservazione, ma anche dall' intelligence pachistana. Nascosti nella loro base segreta, gli uomini della Cia hanno lavorato 24 ore al giorno per mesi e mesi. Proteggendo la loro attivita' dietro a vetri a specchio, hanno osservato gli spostamenti di tutti coloro che vivevano nell'edificio. E hanno individuato quello che hanno definito ''il camminatore'', un uomo alto che ogni giorno faceva brevi passeggiate all'interno del cortile. Hanno pensato si trattasse di Bin Laden. Ma non sono mai riusciti ad averne la certezza, nonostante le foto, i video, le voci captate. Tutti gli indizi raccolti hanno portato alla conclusione che ''al 60-80 per cento'' si trattasse di Bin Laden. Erano le ''migliori informazioni di intelligence'' dal 2007, l'ultima volta in cui la Cia era riuscita a ''vedere'' Bin Laden. E' stato su questa base di intelligence che i Navy Seals hanno ricevuto l'ordine di entrare in azione.
