ROMA – Piccole e agguerrite, le 375 aziende biotecnologiche nazionali fanno dell'Italia il terzo Paese europeo, dopo Germania e Gran Bretagna, per numero di imprese specializzate in questo settore. Il loro identikit e' tracciato nel Rapporto sulle biotecnologie in Italia realizzato da Assobiotec ed Ernest&Young, in collaborazione con Farmindustria e Istituto per il Commercio Estero (Ice). Il fatturato delle aziende biotech, pari a 7,4 miliardi di euro, e' aumentato del 6% rispetto al 2010. Tutte puntano decisamente sulla ricerca, considerando che gli investimenti complessivi in questo ambito sono pari a 1,76 miliardi (il 24% del fatturato e il 25% in piu' rispetto al 2010) contro l'1% dell'industria manifatturiera. Per il 75% sono aziende molto piccole (quasi la meta' ha meno di 10 addetti), mentre le grandi aziende determinano l'87% del fatturato. Delle 375 aziende, 317 (84,5%) sono a capitale italiano, aumentate dall'80% del 2010 all'attuale 84%. In crescita anche le cosiddette ''pure biotech'', che fanno delle biotecnologie la loro attivita' principale: sono 221 (58,9%). Si riduce, inoltre, il peso che in questo settore giocano le aziende farmaceutiche. Concentrate soprattutto all'interno dei Parchi scientifici e tecnologici, le aziende si trovano per il 75% in 6 regioni del Centro-Nord: Lombardia (129), seguita a distanza da Piemonte (37), Veneto (31), Lazio (30), Toscana (30) ed Emilia Romagna (26). Gli addetti sono complessivamente piu' di 52.000, l'80% dei quali presso multinazionali e aziende farmaceutiche e il 20% nelle pure biotech. Le aziende biotecnologiche piu' numerose continuano ad essere quelle attive in campo biomedico, le cosiddette ''red biotech'' (+2,1%), ma sono in decisa crescita il settore agroalimentare (''green'') e quello industriale (''white''). Delle 375 aziende, le red biotech sono 246, seguite dalle green (49), che hanno registrato la crescita piu' decisa in termini di fatturato (+19%) e investimenti in ricerca (+20,5%). A completare il quadro ci sono le 41 aziende specializzate nel ''Gpta'' (genomica, proteomica e tecnologie abilitanti) e le 21 white. C'e' poi un nucleo di 79 imprese ''trasversali'', attive in piu' settori e in decisa crescita, considerando che rispetto al 2010 sono aumentate dal 6% al 21%.