ROMA – Continuano a fiorire nei Comuni di tutta Italia, nonostante la circolare del governo secondo la quale sono ''privi di valenza giuridica'', i registri per depositare il proprio testamento biologico. Ultimi aggiunti all'elenco, che ormai conta una ottantina di registri per predisporre le proprie dichiarazioni anticipate di volonta', alcuni comuni della provincia di Lecco, Porto Torres e Ravenna, mentre a Palermo e' appena partito quello della Chiesa Valdese, unica comunita' religiosa a fare una cosa simile (e gia' attiva a Roma e Milano). A mettere in moto la 'macchina' dei registri erano stati i Radicali e l'associazione Luca Coscioni, mobilitati dopo il caso di Eluana Englaro, in attesa che a fare definitiva chiarezza arrivasse la legge sul testamento biologico. Radicali che, per fermare la legge ''contro'' il testamento biologico, hanno presentato circa 2000 emendamenti al testo che sara' preso in esame dopo la prima tornata di amministrative di meta' maggio. Da Torino a Cagliari, passando per capoluoghi, piccoli Comuni e municipi delle grandi citta', al momento sono alcune migliaia in tutta Italia le disposizioni di fine vita raccolte dai registri, diverse centinaia solo a Roma. Proprio la Capitale ha fatto da 'apripista', con il primo registro attivato nell'XI Municipio (e in quell'occasione la prima persona a depositare il suo testamento biologico era stata Mina Welby, la moglie di Piergiorgio Welby). E giusto ieri, l'assessore alle politiche sociali Andrea Beccari ha fatto appello ai cittadini affinche' vadano in massa a dichiarare le proprie volonta' per ''accelerare'', se sara' necessario, ''il processo di approdo della questione in Corte Costituzionale''. Dal 2009 a oggi si sono moltiplicati i Comuni in cui la giunta ha approvato la delibera che istituisce il registro dei testamenti: da Arezzo a Cagliari, da Genova a Empoli, a La Spezia, passando per Firenze, Caserta, Rimini, fino a Modena, Massa, Pistoia, Pisa, Piacenza, Reggio Emilia e Perugia. Mentre a Gorizia l'associazione radicale 'Legalita' e trasparenza' ha gia' raccolto le firme per un referendum comunale sull'istituzione del registro, referendum che pero' e' stato bloccato proprio sulla base della circolare del governo. I radicali hanno gia' impugnato la decisione, e ora si attende che si esprima il Tar.
