Birmania: prostitute gestiscono cliniche per sieropositivi

AFP) RANGUN 21 -AFP) – RANGUN, 21 MAG – Thida Win, prostituta birmana sieropositiva all'Aids, non ha cercato un impossibile aiuto dai servizi ufficiali della sanita' per combattere la malattia. In un paese come la Birmania, dove i bisognosi di cure sono spesso lasciati a se' stessi, e' dalle sue colleghe che ha trovato rifugio. Il progetto Top, gestito esclusivamente dalle lavoratrici e dai lavoratori del sesso, ha procurato a Thida il trattamento, un luogo di accoglienza appartato e un impiego. ''Ora sono una impiegata sociale e posso dimenticarmi del fatto di essere sieropositiva. Sono molto fiera di lavorare a questo programma'', ha detto la giovane, 33 anni, all'agenzia Afp. ''Quando mi hanno dato la diagnosi ero incinta, e mi hanno detto come fare per mantenere sano e salvo il bebe'. Il piccolo e' risultato negativo all'Aids, sono tanto felice'', ha raccontato. Almeo il 20% delle circa 60.000 prostitute birmane e' risultata sieropositiva nel 2008, stando a un rapporto dell'Onu pubblicato nell'agosto scorso. Vivono da recluse, in un paese dove la polizia usa i preservativi come prove per l'arresto. Top, come altri progetti simili, e' vitale, e il denaro estero rimane fondamentale: le spese della sanita' nel 2007 rappresentavano solo lo 0,9% del budget statale, e l'assenza di educazione sessuale, al pari di un buddismo fortemente conservatore, alimenta una delle epidemie di Aids piu' gravi dell'Asia. Mynt Mynt, sieropositiva, continiua a fare la prostituta per necessita', ma afferma che il preservativo suscita violente reazioni in molti uomini: ''Non credo che conoscano il profilattico. Lo considerano una schifezza in plastica''. Pietra angolare dell'organizzazione Top, fondata e diretta da Habib Rahman, e' di reclutare soltanto i lavoratori del sesso: ma ''anche le donne di servizio fanno parte della prostituzione, cosi' come i consiglieri'', ha precisato. ''Non possiamo costrigere la gente a vendere il sesso anche se sieropositiva – ha detto Rahman – ma possiamo insegnare a proteggere i clienti, utilizzando i preservativi''. (ANSA-AFP).

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