BOLOGNA – La giacca lanciata in curva, come ai vecchi tempi. Il congedo di Alberto Malesani ha pero' un fondo mesto: il suo ultimo Bologna senza benzina e' uscito calpestato davanti ai propri tifosi da una squadra sottoterra da un mese. Il Bari, pero', applaudito da tutto il Dall'Ara, ne aveva decisamente di piu' dei rossoblu: ''Purtroppo l'interruttore si e' spento da parecchio tempo, la spina staccata'', ha ammesso il tecnico, prendendosi le colpe. ''Non si poteva finire cosi' – ha detto -, niente da obiettare. Ma la gente ha capito''. La bella macchina Bologna, infatti, si e' fermata da due mesi. Dopo, pero', ''che questo gruppo ha fatto i miracoli'', ha ricordato. ''Magari – ha proseguito – la batosta servira' per far aprire gli occhi e le menti'' a chi dovra' programmare il futuro. Il suo comunque, anche se rimarra' molto probabilmente colorato di rossoblu', sara' a Genova. ''C'e' qualcosa in ballo – ha detto – ma niente e' scontato''. Un finale triste dopo una stagione altalenante e tempestosa. Che lo ha visto comunque rilanciarsi da trascinatore nella prima meta' di campionato quando il Bologna soffriva fuori dal campo ma sull'erba si trasformava. ''L'immagine piu' forte – ha raccontato – e' quella delle riunioni che facevamo in palestra, quando non arrivavano i soldi. E i piu' anziani si offrivano di darli ai ragazzi che ne avevano piu' bisogno. Una cosa che non ho mai visto nel calcio. Li' ho capito che ce l'avremmo fatta''. Riassumendo: ''Il traguardo e' raggiunto, il resto e' noia. E poi, quattro presidenti, se vi sembra poco..''. Malesani in ogni caso saluta. In settimana dovrebbe essere ufficializzato Pierpaolo Bisoli. E' un addio anche quello di Bortolo Mutti: ''Piu' che oggi l'amarezza l'ho avuta quando abbiamo perso il derby. Oggi abbiamo ancora dimostrato che quando giochiamo con liberta' facciamo queste partite. E' una squadra che poteva giocarsi la salvezza in modo diverso''. L'ultima inutile vittoria e' dedicata ''al nostro presidente''.
