Bologna, ubriaco investe e uccide due donne mentre vanno alla via crucis

BOLOGNA – Falciate da un furgone, il cui autista non le ha nemmeno viste, mentre camminavano lungo il ciglio della strada per andare con parenti e amici alla Via Crucis del Venerdi' Santo. L'uomo che era al volante del Fiat Scudo che ieri, attorno alle 21 a S.Antonio di Medicina, nella Bassa Bolognese, ha travolto un'intera famiglia, uccidendo la madre di 50 anni e la figlia di 25, e' stato arrestato. Era ubriaco, alterato dall'alcol che aveva appena bevuto per aperitivo. Sono morte cosi' Valeria Bonora, 50 anni, infermiera all'ospedale di Budrio, e la figlia Sofia Mistry, studentessa di 25 anni. Non hanno riportato gravi conseguenze gli altri figli dell'infermiera: due gemellini ancora non adolescenti. La figlia di 27 anni incinta, arrivata poco dopo, si e' sentita male. L'automobilista, Luca M., 29 anni, di Medicina, incensurato, si e' fermato dopo l'impatto. Era in stato di choc. Portato dai carabinieri in caserma, e poi in ospedale, e' stato sottoposto all'alcoltest: aveva in sangue un valore superiore a 1,5 grammi per litro. E' accusato dal pm Giuseppe Di Giorgio di omicidio colposo plurimo e guida in stato di ebbrezza. Se pero' dovesse risultare positivo all'uso di stupefacenti o gli accertamenti dimostrassero che percorreva quel tratto di strada del paese a una velocita' molto al di sopra dei 50 km/h consentiti, la sua posizione potrebbe aggravarsi. Il giovane lavora come elettricista a Ravenna ed era al volante di un mezzo della ditta quando, lungo via Idice, in un tratto che viene descritto dagli inquirenti come ''ben illuminato'' ha investito la famiglia, che era appena uscita dal vialetto dove abita e stava camminando sul ciglio della strada per raggiungere la chiesa del paesino. Madre e figlia sono morte, i gemellini sono stati soccorsi dal 118 e portati in ospedale per lo choc; la ragazza in stato di gravidanza, arrivata in un secondo momento sul luogo dell'incidente, si e' sentita male e ha avuto bisogno delle cure mediche. Il ventinovenne ieri sera stava tornando dal lavoro: prima di rincasare, in una frazione di Medicina dove abita con la madre, aveva accompagnato un collega a Molinella e si era fermato a bere qualcosa come aperitivo. Poi si e' messo al volante. L'impatto con le donne che camminavano sul ciglio della strada, con ogni probabilita' nell'area laterale delimitata da una striscia bianca, e' stato violentissimo. A dimostrarlo e' la traiettoria compiuta dai uno dei due corpi: sbalzato a grande distanza, ha rotto i rami di un albero e danneggiato seriamente due cancelli, uno in metallo. A terra non ci sono segni di frenata: l'automobilista pare non aver nemmeno visto le persone lungo la strada. Dopo l'impatto il ragazzo ha percorso in auto una cinquantina di metri e si e' fermato. Era scioccato. E' stato circondato dai parenti e amici accorsi sul posto nel piccolo paese dove tutti si conoscono. E' arrivato anche il parroco. E' stato un momento di forte tensione. I carabinieri lo hanno portato velocemente in caserma. Li' il ragazzo, visibilmente choccato dopo aver realizzato con esattezza l'accaduto, avrebbe anche espresso il suo dispiacere. ''Erano mia figlia e mia nipote, che aveva appena 25 anni – ha detto la nonna tra le lacrime – ci hanno lasciato due bimbi di 11 anni da crescere. Della persona che le ha investite non so niente. Era ubriaco? – ha concluso amaramente tra le lacrime – Affari suoi''.

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