NEW YORK – Borse europee in calo e Wall Street debole con l'incertezza della crisi del debito europea, la Grecia e la debolezza dell'economia americana, con il mercato immobiliare che si conferma tallone d'Achille della ripresa: le costruzioni di case nuove sono crollate in aprile del 10,6%. Frena anche la produzione industriale, che registra il primo calo in dieci mesi. Le perdite degli indici del Vecchio Continente si aggirano sull'1%: a Piazza Affari, fra scambi vivaci per quasi 4,3 miliardi di euro di controvalore, l'indice Ftse Mib in calo dell'1,27% in chiusura di seduta. Hanno prevalso largamente gli ordini di vendita, in una giornata che ha visto scivolare soprattutto il comparto industriale, con Tenaris, Campari, Impregilo, Stm e Fiat. Deboli anche le banche, a parte il Banco Popolare, unico titolo in positivo insieme a Generali e Atlantia nel listino di riferimento. Wall Street limita in danni, con il Dow Jones in calo dello 0,55% a 12.479,58 punti, appesantito dal -7,8% di Hewlett-Packard. Il Nasdaq e' lievemente positivo, +0,03% a 2.783,21 punti. Lo S&P 500 arretra dello 0,04% a 1.328,98 punti. In Europa le vendite si sono concentrate sugli automobilistici, dopo i dati sulle vendite nello scorso mese di aprile, mentre le previsioni sull'intero esercizio di Hp hanno frenato i titoli tecnologici. In calo anche le materie prime a differenza delle banche greche, che hanno corso favorite dalla dichiarazione del presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Junker, che ha parlato di una possibile ''ristrutturazione soft del debito pubblico greco''. Sotto pressione in campo automobilistico Rheinmetall (-2,93%), declassata di un gradino rispetto alla raccomandazione di acquisto 'buy' di WestLb. In calo Fiat (-2,76%), che ha perso piu' del mercato, Volkswagen (-2,67%) e Michelin (-2,65%). Le vendite non hanno risparmiato neanche Peugeot (-2,1%), Daimler (-1,94%) e Renault (-1,85%). Sotto pressione a Francoforte il tecnologico Infineon (-3,86%), sulla scia del taglio alle stime sui risultati dell'intero esercizio del colosso dell'informatica Hewlett Packard. Nel comparto Alcatel-Lucent ha lasciato sul campo il 4,34%, Arm Holding il 4,55%, Cap Gemini il 3,62% ed Ericsson il 3,17%. Tra gli estrattivo-minerario le vendite hanno interessato Fresnillo (-3,18%), Eurasian Resources (-3,01%) , Anglo American (-2,18%) e ArcelorMittal (-2,06%). In controtendenza, rispetto agli indici e all'andamento complessivo dei vari settori, la greca Efg Eurobank (+6,56%), che ha corso insieme alle connazionali Alpha (+4,89%&) e National Bank of Greece (+4,27%). In calo invece Bank of Ireland (-5,33%), Lloyds (-1,58%) e Credit Agricole (-1,56%), insieme a Barclays (-1,26%) e Standard Chartered (-1,21%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse. – Londra -1,06% – Parigi -1,21% – Francoforte -1,77% – Madrid -0,55% – Milano -1,27% – Amsterdam -1,30% – Stoccolma -1,35% – Zurigo -1,03% – New York -0,55%.