ROMA – Bp e' costretta a dire addio ai sogni di esplorazione dell'Artico. Come temuto, il gigante petrolifero Rosneft si e' infatti ritirato dall'alleanza siglata all'inizio dell'anno con la major britannica, dicendosi pronto a cercare da subito nuovi partner per portare avanti i progetti nel gelido mare a Nord della Siberia. La decisione e' stata presa dopo il fallimento delle trattative che Bp si era affrettata ad intavolare per rilevare per 32 miliardi di dollari il 50% della joint venture Tnk-Bp in mano agli oligarchi russi, da sempre contrari al maxi accordo con Rosneft. L'obiettivo, secondo le indiscrezioni circolate sulla stampa negli ultimi giorni, era quello di liberarsi degli ingombranti soci locali e di cedere con una serie di operazioni il 50% della jv alla stessa Rosneft, che sarebbe cosi' diventata partner esclusivo di Bp. La somma messa sul piatto dal colosso britannico non e' pero' bastata a convincere i miliardari russi, che, con una implacabile opposizione al progetto, hanno alla fine avuto la meglio. Nonostante Bp continui infatti ad assicurare che i colloqui con Rosneft restano in piedi, l'accordo sembra ormai definitivamente tramontato, visto che il colosso russo si e' gia' affrettato a puntualizzare di essere alla ricerca di un nuovo partner. Annunciata in pompa magna a meta' gennaio, l'intesa mai decollata tra i due giganti petroliferi prevedeva inizialmente due punti: uno scambio di partecipazioni (che avrebbe ceduto ai russi il 5% del capitale di Bp e ai britannici il 9,5% di Rosneft) e l'esplorazione congiunta di una vasta area sottomarina ricca di petrolio, nel cuore dell'Artico russo. Sin da subito pero' i due gruppi si sono trovati di fronte alla caparbieta' dei partner russi di BP in Tnk-Bp, ovvero degli oligarchi raggruppati nel consorzio Alfa-Access-Renova (AAR), che si sono ritenuti parte lesa nell'operazione. Sostenendo che per tutti i suoi progetti in Russia Bp dovesse coinvolgere la joint venture con i soci locali, AAR ha presentato ricorso in tribunale contro l'accordo con Rosneft, ottenendo ragione. Il 6 maggio, la corte arbitrale di Stoccolma ha infatti condizionato l'attuazione dell'intesa alla partecipazione Tnk-Bp nei progetti minerari del gruppo britannico. In base alla sentenza, Bp e Rosneft avevano tempo fino alle 23.00 di ieri sera per attuare lo scambio azionario. Ma dal momento della decisione del tribunale, Rosneft, che aveva ripetutamente espresso la sua riluttanza a coinvolgere Tnk-Bp nel progetto, non si e' mai pronunciata, mettendo quindi in dubbio il destino dell'alleanza. L'ingloriosa fine del progetto di esplorazione dell'Artico (che avrebbe garantito l'accesso a risorse pari a 100 miliardi di barili) rappresenta un nuovo duro colpo per l'amministratore delegato di Bp, Robert Dudley, alle prese con il faticoso tentativo di ricostruire la reputazione e l'immagine dell'azienda dopo il disastro della marea nera nel Golfo del Messico.