Brescia, Iachini: "Giocheremo come se fosse una finale"

BRESCIA – La testa, il cuore, il coraggio e la personalita'. Sono i quattro ingredienti che l'allenatore del Brescia Beppe Iachini chiede ai suoi di utilizzare nella partita contro la Sampdoria. Una partita che e' un incrocio pericoloso in chiave salvezza, una partita che per il Brescia vuol dire avere un solo risultato a disposizione: la vittoria. ''E' una gara – ammette anche Iachini, di solito molto diplomatico e teso a smorzare i toni – che dovremo giocare come se fosse l'ultima''. ''Ai miei ragazzi – prosegue – ho chiesto di immaginarsi di essere a quota 38 all'ultima giornata e di aver bisogno di 3 punti per raggiungere la salvezza''. Tuttavia la situazione e' molto piu' complicata. Vincendo, il Brescia si guadagnerebbe soltanto il diritto di continuare a sperare. La settimana che Caracciolo e compagni si sono lasciati alle spalle, dal punto di vista mediatico e' stata abbastanza complicata. In particolare hanno scosso l'ambiente le lamentele di Davide Baiocco di essere stato dimenticato. ''Non c'e' nessun caso Baiocco – mette il punto Iachini – ne' nessun altro problema. A Davide dico una volta di piu' che le scelte tattiche che ho fatte sono state solo per questioni di classifica: dovevamo inseguire e ho puntato su giocatori piu' offensivi. Ma non ho mai avuto preclusioni''. Baiocco dovrebbe essere titolare in un 4-3-1-2, anche se Iachini non ha voluto sbottonarsi. Altre dichiarazioni che hanno fatto discutere, quelle di Alessandro Diamanti ('Non sono un fenomeno e non ho mai detto di essere uno che puo' risolvere da solo le partite!'). ''Alessandro e' uno dei piu' bravi ragazzi che abbia mai conosciuto – dice Iachini – Lui sa che ci sono tante aspettative su di lui, ma da sempre non vuole essere considerato un gradino piu' su degli altri. Ad ogni modo lo sto vedendo bene, con la gambetta vispa ed esplosiva. E' da un punto di vista generale pero' che la squadra sta bene''. Venti i giocatori partiti per Genova. Oltre ai lungodegenti Sereni, Cordova e Dallamano, sono rimasti a casa anche Possanzini (problemi al ginocchio) e Accardi (febbricitante).

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