Brindisi. L'ex playboy Alfonzetti dopo la madre uccise anche la figlia

BARI 20 MAG Non si sarebbe sui – BARI, 20 MAG – Non si sarebbe suicidata perche' divorata dal rimorso per aver partecipato all'omicidio di sua madre. Sarebbe stata uccisa dallo stesso assassino della mamma che voleva mettere le mani sulla ricca eredita' delle due donne delle quali era stato amante. L'uomo, l'ex playboy Francesco Alfonzetti, di 44 anni, di Francavilla Fontana (Brindisi), gia' condannato all'ergastolo in appello a Brindisi per l'omicidio della sua compagna, la cinquantenne tedesca Elizabeth Lansmann, e' da oggi accusato di aver assassinato anche la figlia della donna, Eleonora Salomi, di 25, che fino a qualche tempo fa si credeva suicida. Ad Alfonzetti e' stato notificato un ordine di arresto: secondo l'accusa, ha inscenato il suicidio per far ricadere sulla giovane la responsabilita' dell'uccisione della sua compagna, compiuta il 5 novembre 2001 nei pressi di Garmisch, stazione sciistica della Baviera. Poi ha ucciso la giovane per eliminare un testimone scomodo. Il cadavere della Lansmann fu trovato nudo – con indosso solo un paio di slip scuri – sull'asfalto di una stradina. Il volto era sfigurato: per avere la certezza di averla uccisa, il killer era passato due volte con l'auto sul corpo. La polizia tedesca dopo due anni riusci' a identificare quel corpo. Nel vicentino rintracciarono Eleonora e le chiesero se riconosceva quegli abiti insanguinati. Da allora la giovane comincio' ad aver paura e il playboy Alfonzetti – secondo l'accusa – avrebbe cominciato ad elaborare il suo piano diabolico che ha continuato a perseguire anche dopo il suo fermo, compiuto a Bari il 19 gennaio 2004. Al gip che lo interrogo' disse che la compagna era stata uccisa dalla figlia perche' si era fatta sequestrare alla frontiera buona parte dei 400 milioni di lire che aveva con se'. In realta' – secondo l'accusa – due giorni prima di finire in carcere Alfonzetti uccise anche Eleonora: il cadavere della 25enne fu trovato sotto un cavalcavia della strada che collega Bari a Bitritto alle 6 del mattino del 17 gennaio 2004. La segnalazione parti' da Alfonzetti, che fu trovato quasi nudo accanto al cadavere sebbene fosse inverno pieno. Nella Bmw della vittima furono trovati bigliettini in cui la giovane chiedeva ''perdono a tutti'' per l'omicidio della mamma. Le indagini accertarono che era morta per un colpo di pistola alla testa; segni di polvere da sparo furono trovati su un braccio. L'inchiesta fu archiviata per suicidio ma e' stata riaperta dal pm Renato Nitti che ha ricevuto (sia dagli investigatori tedeschi sia dalle motivazioni della sentenza di condanna di Alfonzetti) una serie di nuovi elementi in base ai quali ritiene che l'uomo abbia ucciso non solo la compagna ma anche la giovane. I due omicidi – secondo le indagini – sarebbero legati a motivi di eredita' perche' l'uomo aveva ottenuto la disponibilita' di danaro in appannaggio delle due donne che l'avevano a loro volta ricevuta dal papa' della cinquantenne morto poco tempo prima. A carico dell'indagato negli ultimi tempi i carabinieri hanno raccolto una serie di indizi: in un canale di scarico vicino al luogo del presunto suicidio sono stati trovati in una busta i vestiti indossati da Alfonzetti il giorno del delitto e uno scaldacollo che la vittima indossava il giorno prima della morte, quando acquisto' un biglietto aereo Bari-Parigi. Fatto quest'ultimo che dimostra che la giovane non voleva certo uccidersi. Poi ci sono le dichiarazioni rese dai famigliari dell'arrestato che hanno smentito il suo alibi. Alfonzetti aveva sempre detto di aver passato la notte tra il 16 e il 17 gennaio a casa e di aver incontrato la 25enne la mattina del 17. E le celle telefoniche gli davano ragione. In realta' – ritengono i militari – aveva dato i suoi cellulari al figlio, che rimase a casa, al quale aveva detto di rispondere ad alcune telefonate che avrebbe ricevuto nel corso della notte e ad alcuni sms, scrivendogli su un foglio i testi dei messaggi da inviare. .

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