SOFIA – I primi 13 dei 35 ambasciatori i cui nomi risultano nell'elenco dei diplomatici ex agenti dei servizi segreti durante il comunismo in Bulgaria sono stati richiamati a Sofia dove rimarranno fino alla scadenza del loro mandato. Lo ha oggi annunciato la portavoce del ministero degli esteri Vessela Cerneva. Le rispettive ambasciate, tra cui Atene, Belgrado, Berlino, Parigi, Nuova York, Pechino, saranno guidate da incaricati d'affari. Il ministero ha preso la decisione dopo che il presidente Gheorghi Parvanov, che decreta le nomine e le destituzioni degli ambasciatori, si e' rifiutato di sospendere i mandati dei diplomatici ex spie, come richiesto dal governo di destra del premier Boyko Borissov e dal Parlamento. Lo stesso Parvanov ha appartenuto peraltro in passato alla polizia segreta dell'ex dittatore comunista Todor Zhivkov. Un secondo gruppo di ambasciatori sara' richiamato l'1 luglio mentre altri saranno mandati in pensione. Lo scandalo degli ambasciatori ex spie e' scoppiato dopo che la commissione preposta ad esaminare e pubblicare i dossier di ex agenti o collaboratori dei servizi del comunismo ha pubblicato a dicembre un elenco di oltre 200 diplomatici appartenuti ai servizi. L'elenco e' stato integrato lo scorso marzo e vi figurano anche l'attuale ambasciatore a Roma, Atanas Mladenov, e in Vaticano, Nikola Kaludov. La Cerneva ha precisato che sono in preparazione degli emendamenti alla legge per il servizio diplomatico, in base ai quali sara' proibito ad ex agenti dei servizi segreti comunisti di rappresentare la Bulgaria all'estero.
