ROMA – ''Le regole del calcio ammettono gli errori. Tra questi, ci sono anche quelli degli arbitri. Vorrei, inoltre, ricordare che il calcio esisteva prima delle societa' quotate in borsa che sono comunque 3 sul totale dei 132 club professionistici. Detto questo, la posizione della Federcalcio sull'uso della tecnologia e' molto oltre la linea fissata dagli organismi internazionali che sono piu' prudenti di noi''. Questa la risposta che il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha voluto dare nel corso di un convegno alla Link Campus University, a proposito dei motivi che non permettono attualmente di utilizzare la tecnologia nel calcio per ovviare agli errori umani degli arbitri. ''La nostra linea riformista deve fare i conti con la realta' mondiale – ha aggiunto Abete, dopo che nel loro intervento sia Hernanes che Stendardo, avevano auspicato la possibilita' di provare la piu' presto la tecnologia nel calcio – Non possiamo farci le regole da soli, visto che siamo in 208 (paesi nella Fifa). In Germania, per esempio, nemmeno ne parlano, questo per dire che non possiamo cambiare il calcio in base alla nostra dimensione. Il pallone e' proprieta' di tutti, e di questo non possiamo tenerne conto''.