ROMA – Barcellona-Real Madrid atto quarto, si ritorna al Camp Nou dove, a fine novembre dell'anno scorso, la squadra di Mourinho gioco' (per l'unica volta) a viso aperto ed incasso' il ceffone della 'manita', ovvero un sonoro 5-0. Da quando e' cominciata la serie di 'Clasicos' di questo 2011 e' la prima volta che si gioca nel capoluogo catalano, dove il Real, proprio in una partita delle semifinali di Champions, nove anni fa vinse per 2-0, punteggio che stavolta servirebbe ai 'merengue' per raggiungere i supplementari. I veleni e le polemiche che hanno preceduto questa partita, la prima del 2011 a Barcellona, visto che finora si e' giocato due volte a Madrid ed una a Valencia, sono stati infiniti, adesso pero', come dice Xavi, ''sarebbe il caso di parlare solo di calcio, invece che di altro che con il nostro sport ha poco a che vedere. Comunque la denuncia del Real e' stata patetica''. Ma in casa del Real proprio non ce la fanno a stare zitti, cosi' anche se Mourinho e' stato messo in silenzio dalla societa', in attesa di vedere se venerdi' l'Uefa squalifichera' il tecnico per piu' di una giornata (quella che sconta domani per l'espulsione del Bernabeu), a rimettere le cose a posto a livello verbale, facendo le veci del portoghese, ha pensato il suo vice Aitor Karanka. ''Dopo la decisione di oggi dell'Uefa la partita passa in secondo piano – si sfoga Karanka commentando la decisione della confederazione europea di non prendere in considerazione il reclamo madridista per il presunto comportamento antisportivo di Busquets e Dani Alves nel match di andata -. Parlano tanto di rispetto e fair-play e poi domani andranno in campo dei giocatori che non rispettano questi principi, e si coprono la bocca con una mano per insultare in modo razzista un avversario. Mi sorprende che alcuni giocatori del Barcellona non siano stati sanzionati dall'Uefa. Non e' la prima volta, evidentemente ci sono diversi metri di giudizio: per alcuni viene applicato un certo tipo di regolamento, e per altri uno diverso''. Parole niente affatto adatte per raffreddare gli animi, e lasciare spazio soltanto al calcio giocato. Barcellona-Real atto quarto, o quinto se si prende in considerazione anche la partita della 'manita', sara' l'ennesima corrida che pero' per il Barcellona dovrebbe finire in festa. C'e' di nuovo De Bleeckere come arbitro nella semifinale di casa, ma dovrebbe finire in modo diverso rispetto ad un anno fa contro l'Inter: il risultato dell'andata, 0-2 con le prodezze di Messi, fa ben sperare. ''Meno male che domani finisce – si lascia scappare Guardiola rispondendo in inglese ad una domanda nella conferenza stampa della vigilia -. Noi comunque giochiamo per andare in finale e non per eliminare il Real Madrid. E' la sorte che ci ha messo contro, ma a noi interessa solo andare in finale. La denuncia del Real? Se l'hanno presentata e' stato perche' ci credono, ma questo non vuol dire che ci sia del vero. Loro pensano che siamo antisportivi, io credo invece che sia il contrario: al Barcellona certi valori li insegnano fin da piccoli. Mourinho dovrebbe saperlo perche ha lavorato qui per qualche anno'' Il Real si e' presentato in Catalogna con soltanto 1500 tifosi al seguito, restituendo al Barcellona altri 3200 biglietti a disposizione dei tifosi 'merengue' e subito rimessi in vendita per i soci 'blaugrana'. In buon numero saranno i giornalisti: quelli accreditati sono 965 in rappresentanza di testate di 33 diversi paesi, un record che batte quello registrato nel 2008 quando al Camp Nou arrivo' il Manchester United. Gia', i Red Devils. Proprio loro che il Barcellona ha gia' battuto nella finale del 2009 a Roma e che dovrebbe ritrovare il prossimo 28 maggio a Wembley, a meno di miracoli targati Real Madrid e Schalke 04. Guardiola-Ferguson e Messi-Rooney: questi si' che sono duelli da calcio vero, altro che le tenzoni verbali di Mourinho.
