ROMA – Se i presidenti delle squadre di calcio non mettessero piu' mano ai portafogli, l'intero movimento si troverebbe in pesanti difficolta'. E' il quadro poco confortante che emerge dal rapporto di Deloitte sui bilanci dei club della Serie A nella stagione 2009-2010. ''Dalle nostre analisi emerge uno squilibrio dei costi della gestione corrente, che risultano strutturalmente superiori al valore della produzione – spiega Riccardo Raffo, partner Deloitte – Nonostante un fatturato in crescita, l'apporto dei capitali da parte dei proprietari delle societa' risulta ricoprire ancora un ruolo determinante per la sostenibilita' del business della Serie A''. Dagli indici di bilancio analizzati, continua Raffo, emerge un calo della ''capacita' da parte delle societa' di far fronte all'acquisto di calciatori con il proprio patrimonio. Inoltre, i ricavi della gestione sportiva riescono a sostenere quasi esclusivamente i costi degli stipendi e gli ammortamenti dei giocatori'', lasciando cosi' poco spazio alla formazione degli utili. Secondo Dario Righetti, partner e responsabile per il Consumer Business – ''i ricavi record registrati dalle principali leghe calcistiche europee dimostrano la buona capacita' del settore di resistere alle turbolenze economiche internazionali'', ma ''molti sono ancora i punti aperti da affrontare da parte delle societa': il miglioramento del rapporto costo tesserati/ricavi e l'avvio di strategie e azioni per poter rientrare nei nuovi restrittivi parametri dettati dal FairPlay finanziario''.